Nove mesi prima del Natale, data convenzionale che segna la nascita di Gesรน, la Chiesa celebra lโannunciazione, una sorta di parentesi allโinterno del nostro cammino quaresimale per fissare ancora lo sguardo sullโincarnazione, sullโumanitร tenerissima di Dio.
Luca scrive, forse un poโ inutilmente che, alla fine dellโannuncio, ottenuta lโadesione da parte di Maria, lโangelo partรฌ da lei. Cioรจ: fine delle visioni, fine degli angeli, fine del miracolo. Da quel momento in avanti Maria, come tutti noi, si รจ dovuta confrontare con la realtร nuda e cruda, con i dubbi, le domande, le incomprensioni.
Non cโerano angeli quando Maria ha partorito lontano da casa o รจ fuggita in Egitto. Nessun angelo negli anni di Nazareth, mentre insegnava a Dio a camminare, a parlare, a pregare. Nessun angelo a rassicurare lei e il suo amato sposo mentre vedeva suo figlio crescere a fare sgabelli, apparentemente ignaro della sua natura profonda.
Nessun angelo a spiegare quanto succedeva nel tumultuoso ministero del figlio. Nessun angelo sotto la croce. Maria รจ cresciuta nella fede, da sola, appesa ad una speranza. Perciรฒ รจ diventata madre dei discepoli. Mia madre nella fede.
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