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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 25 agosto 2026

Mamma mia che sferzate! Eppure, quanta verità nelle parole del Maestro!

Gesù non ha paura di denunciare gli atteggiamenti che, spesso, colpiscono proprio le persone più religiose, più devote… Atteggiamenti che avvelenano il corretto rapporto con Dio, che si insinuano nel nostro quotidiano senza che ci rendiamo conto del rischio che corriamo.

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Così anche nella Chiesa, a volte, succede di ingigantire i problemi piccoli in modo da non vedere quelli grossi che, a quel punto, vengono nascosti.

Ci siamo detti più e più volte che la norma è la forma dell’amore, il gesto concreto rende visibile il desiderio, lo certifica, lo rende credibile.

Posso dirti di amarti e che sei il mio migliore amico, ma se ci sentiamo una volta all’anno dubito di quell’affermazione.

Così il rispetto delle norme che mi portano verso Dio, la preghiera quotidiana, l’amore verso i fratelli, il perdono vissuto quotidianamente, rendono credibile la mia fede, la esplicitano.

Ma se della mia fede rimangono solo le regole, le norme, se Dio scompare dall’orizzonte per essere sostituito dalla nuova immagine di me stesso, allora tradisco la mia fede.

Gesù non rimprovera agli scribi e ai farisei le loro prescrizioni (peraltro esagerate visto che ampliano le richieste della Scrittura!) ma di avere dimenticato la giustizia, la misericordia, la fedeltà.

E così sono attenti alle minuzie ma tralasciano le cose essenziali, filtrano il moscerino e ingoiano il cammello!

Non capita così anche a noi? Ossessionati dalle regole (anche da quelle sante) non corriamo il rischio di non accorgerci di essere giudicanti, respingenti, rigidi?

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E ciò che allontana le persone dal Vangelo e viene rimproverato a noi cristiani (!) non è, esattamente, il fatto di mettere prima la norma della situazione e della persona?

Gesù ci offre la soluzione: pulisci il tuo interno, purifica il tuo cuore e il tuo giudizio, ama con compassione, allora potrai essere credibile mentre, tu per primo, pratichi le norme., come prete, come catechista, come diacono, rileggiamo spesso questa pagina per non incorrere negli errori che Gesù condanna.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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