L’Ipocrisia nel Vangelo: come riconoscerla e superarla oggi
Quanto male può causare l’ipocrisia nella società di oggi e come possiamo davvero guarirne? Nel panorama contemporaneo veniamo spesso sommersi da figure che, forte della propria posizione o del proprio ruolo, impongono regole e giudizi agli altri.
Richiamando l’insegnamento del Vangelo su scribi e farisei, l’ipocrisia si rivela per ciò che è alla sua origine etimologica: l’atto di indossare una maschera e interpretare un ruolo che non ci appartiene, finendo per sostituirsi a Dio ed essere “guide cieche”.
- Pubblicità -
Oggi i social media rappresentano una vetrina in cui ciascuno tende a mostrare solo la parte migliore e più attraente di sé, ma la vita reale riserva sfide complesse e non è un palcoscenico. L’ascolto e la lettura della Parola non offrono soltanto un nutrimento spirituale, ma diventano uno specchio fondamentale per riflettere sui nostri errori ed evitare la trappola dell’ipocrisia, una tentazione costante che si nasconde sempre dietro l’angolo.
Trascrizione del video.
Quanto danno può fare l’ipocrisia nella società di oggi, e soprattutto come possiamo guarire dall’ipocrisia?
Pace e bene.
Oggigiorno siamo tempestati da figure meno o più preparate che fanno la morale altrui, persone che in nome del loro ruolo impongono delle regole, come gli scribi e i farisei che, vantando di conoscere perfettamente la legge, si credevano di essere delle vere e proprie guide per il popolo d’Israele.
Il termine “ipocrisia” deriva da una parola greca che richiama il compito dell’attore, cioè quello di interpretare una parte che sappiamo non è la sua.
Perché Gesù maledice scribi e farisei? Perché in qualche modo si sostituiscono a Dio e quindi svolgono la parte dell’attore. Essi sono considerati guide cieche perché non hanno misura sulle cose. Tanto è che richiamino le persone a delle piccolezze, quanto è grande la loro trasgressione. Chi si abbuffa con il cibo senza guardare ai più poveri, chi giudica e condanna senza usare misericordia, oppure chi vuole farsi vedere agli altri con delle buone qualità, dei buoni sentimenti, ma in realtà parla male degli altri. Parliamo male, quindi male-diciamo, senza essere Dio, anche tra noi cristiani.
In questo Vangelo il Maestro vuole insegnare ai discepoli e anche al lettore che, come gli scribi e i farisei, possiamo cadere nell’ipocrisia anche noi quando predichiamo una cosa e poi ne facciamo tutta un’altra.
I social, ad esempio, sono una vetrina importante per farsi conoscere, nei quali tendiamo solitamente a presentare la nostra parte più positiva, la più buona, la più attraente. Ma sappiamo che la vita non è un palcoscenico. Essa ci riserva poche gioie e tante difficoltà.
Ecco che leggere spesso il Vangelo ci permette non soltanto di ascoltare la Parola di Dio che è nutrimento per la nostra vita, ma ci dà la possibilità di riflettere meglio sui nostri errori per non cadere nell’ipocrisia che è sempre dietro l’angolo.
Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.
Missione e valori
Il Cenacolo si impegna a vivere la carità, offrendo aiuto concreto e vicinanza spirituale a chi cerca conforto e speranza. L’obiettivo è dare testimonianza di fede attraverso l’amore verso il prossimo, rendendo la comunità un luogo di condivisione e solidarietà.
Invito alla partecipazione
Chiunque desideri partecipare oppure sostenere le attività dell’associazione, sarà accolto con fraternità, per continuare insieme il cammino nella luce del Vangelo e della carità.
BancoBPM Codice IBAN : IT64C0503459700000000000265
Causale: Erogazione liberale
