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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 23 Giugno 2025

Commento al brano del Vangelo di: Mt 7,1-5

Data:

Vangelo di Matteo – Mt 7,1-5

Togli prima la trave dal tuo occhio.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

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Parola del Signore.

Non giudicate, per non essere giudicati.
Quanto siamo distanti da questa esigente richiesta del Signore! Anzi, a volte, purtroppo, ci sentiamo investiti direttamente da Dio nel giudicare gli altri che, a nostro umilissimo e cattolicissimo parere, non vivono la fede come dovrebbero.

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Non giudicare non significa, però, non capire, non discernere, non pesare le cose che abbiamo davanti o le cose che ci accingiamo a compiere. Ma farlo con lo sguardo di Dio, avendo in noi i medesimi sentimenti che furono di Cristo Gesù.

Vedere chi commette uno sbaglio, chi mente, chi ferisce, ma capire che dietro lo sbaglio c’è sempre una persona che può cambiare e redimersi, che dietro ogni peccatore (quale sono!) c’è la materia per plasmare un santo. E che santo!

Un giudizio, allora, che proviene da un cuore misericordioso, da un cuore che vede se stesso e gli altri con l’ottimismo di Dio.

Spesso, invece, in noi prevale un contorto ragionamento: evidenziare i limiti e difetti di un’altra persona significa in qualche modo mettermi al di sopra di essa. Insomma: guarda quanta feccia si aggira intorno a me, io non sono poi così male! E se, proprio al limite, non sono migliore degli altri, certamente non sono peggiore…

Ragionamento sbagliato: ognuno di noi è un pezzo unico, un capolavoro che Dio ha immaginato e che possiamo costruire seguendo le sue indicazioni. Come è possibile confrontare due capolavori?

Perché prendere gli altri come modello e non il Santo che è Dio?

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Lo sperimentiamo ogni giorno, siamo fragili, affascinati dalla parte oscura, dal peccato e far emergere la luce è compito della nostra vita spirituale in Cristo.

Possiamo cambiare e convertirci solo se ci sentiamo amati. Possiamo volare alto solo se diventiamo capaci di vedere che abbiamo le ali e che possiamo dispiegarle.

Misuriamo gli altri come vorremmo essere misurati, senza eccessi di severità e senza infantili condoni, con la certezza che solo l’autenticità e la benevolenza cambiano il mondo, e noi.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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