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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 22 Ottobre 2024

Facciamoci due conti in tasca, serenamente e seriamente. Guardiamo per cosa vale la pena di vivere, dove stiamo investendo tempo ed energia, risorse e qualità, nella nostra vita.

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Se il vangelo è solo un’appendice (sana e santa) all’interno della nostra quotidianità o se, invece, ha cambiato il nostro modo di vedere. Il tempo che stiamo vivendo è un tempo di mezzo, nell’attesa che il Signore della gloria torni.

State pronti, ammonisce Gesù. Pronti a viaggiare, pronti a mettere in discussione ogni risultato, ogni certezza, tanto più se derivante dalla fede e dalla religiosità.

Se abbiamo capito che il nostro cuore è fatto per l’infinito e l’infinito cerchiamo, stiamo pronti a cercare l’infinito all’infinito. Già conosco Dio, eppure non lo possiedo ancora. Già ho vissuto una splendida esperienza affettiva, eppure so che nessun amore colma il mio cuore definitivamente.

State pronti, ci chiede il Maestro. E noi vegliamo nella notte. Questa notte della Storia. Ogni notte. Scrutando l’Oriente, aspettando l’aurora.

State pronti, ammonisce Gesù. È il salutare atteggiamento del discepolo, la consapevolezza del “già e non ancora”. Già ho scoperto, alla luce del Vangelo, quanta grazia e luce interiore ricolmano il mio cuore, ancora vivo momenti di sconforto e di buio.

Già ho capito chi sono, ma ancora non so chi sarò. Una tensione sana, bella, che ci conduce all’essenziale, che ci stacca dalla pesantezza della quotidianità, che ci restituisce al realismo. Quanta fede ci chiedi, Signore!

La vita, allora, diventa inquieta attesa, l’attesa del ritorno, l’attesa dell’incontro del padrone che torna dalle nozze. Attesa: la mia vita, la tua vita è attesa. Siamo fatti per Dio e solo Dio dona la pace al cuore.

E tutto quanto viviamo, le gioie belle e sane, le relazioni, gli affetti, la bellezza, tutto quello che è autenticamente umano, non è che richiamo, trampolino, cartello indicatore verso la pienezza. La preghiera e la meditazione quotidiana che facciamo a questo ci portano: vegliamo.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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