Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 20 Marzo 2023

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Il santo silenzioso, il padre amato di Gesù nostro Maestro e Signore. L’uomo coinvolto nella più grande e straordinaria avventura della storia dell’umanità, spinto dagli eventi a fare della sua vita una casa per accogliere la sua amata sposa e un figlio non suo di sangue ma accolto con affetto e stima. Giuseppe, uomo giusto come lo chiama Matteo, non vuole accusare Maria di averlo tradito e, dopo una notte tormentata, sceglie in cuor suo di ripudiarla salvandole la vita e l’onore.

Mette da parte il suo orgoglio da maschio ferito e salva la sua amata sposa. Per farlo, contravviene alla Legge perché va oltre l’apparenza. È giusto perché antepone l’amore verso Maria alla norma attribuita a Dio. Salverà Maria con una scusa, dirà che si è stancato di lei ancora prima del matrimonio. Tutti penseranno che quel bambino sia suo, Maria avrà la vita rovinata, certo, ma salva, come il suo onore.

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https://youtu.be/IC9Iv4tFj8I

Grande Giuseppe che porta su di sé il peso di una scelta così difficile, che non si vendica di un presunto tradimento ma salva la vita della sua amata e del figlio. E dopo questa scelta, dopo, in sogno un angelo lo rassicura. Dopo. È una scelta tutta e solo di Giuseppe, senza suggerimenti divini. Finalmente l’animo si quieta e Giuseppe prende sonno.

E nel sogno arriva la chiave di lettura di quanto sta accadendo: è Dio che ha chiesto a Maria di diventare madre. E a lui, il falegname, di diventare padre. Sarà infatti Giuseppe a dare il nome al Dio-in-mezzo-a-noi. Dare il nome, cioè l’identità, il carattere, trasmettere valori e sogni.

E così farà: dietro ad ogni parola di Gesù intravvediamo le parole non riferite del suo amato padre, nostro patrono e custode. Giuseppe si desta dal sonno, non scuote la testa pensando a quel sogno curioso: si fida e prende con sé Maria e quel bambino frutto del divino. I Vangeli non ci consegnano nemmeno una parola di Giuseppe ma scelte essenziali per il dispiegamento della salvezza.

I fatti, i gesti, anche per noi, rendono possibile la presenza di Dio in mezzo a noi.

Fonte: Il mensile “Amen – la Parola che salva

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