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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 20 luglio 2026

Siamo sempre pronti a chiedere segni a Dio, come fanno gli scribi e i farisei.

Come se non bastassero i segni che Gesù ha compiuto davanti ai loro occhi: le guarigioni dei cuori e dei corpi, le parole che sanano e convertono, i gesti di cura e di compassione.

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Macché, nulla basta al cuore indurito, alla mente irrigidita e diffidente.

Così, oggi, fanno ancora in molti intorno a noi, che mettono sempre Dio sul banco degli imputati: se esiste ed è buono perché la malattia, le guerre, la fame?

Solo che, spesso, coloro che chiedono prove dell’esistenza di Dio si accontenterebbero di una vincita alla lotteria, così, per dire.

Così, a volte, accade anche a noi, discepoli di lungo corso: davanti a periodi di aridità interiore, di silenzio spirituale, di fatica, pensiamo che Dio sia scomparso dal nostro orizzonte e chiediamo un qualche segno per ritrovare fiducia.

Gesù ai suoi contemporanei, ai nostri e a noi dice semplicemente che non ci verranno dati altri segni se non quello di Giona.

Profeta indeciso che ha predicato la conversione a Ninive e che è rimasto tre giorni nel ventre del pesce (i Padri della Chiesa hanno visto in lui la prefigurazione della morte di Cristo nel ventre della morte).

Insomma: i segni li abbiamo già, inutile cercarne altri, i profeti ci sono e tanti, quindi svegliamoci!

Gli abitanti di Ninive, non proprio devoti, alla predicazione di Giona si sono convertiti, la regina di Saba si è messa in cammino per incontrare Salomone, la cui fama di saggezza era giunta fino a lei.

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E, chiosa Gesù, ben più di Giona e di Salomone c’è qui!

C’è la sua presenza paziente e compassionevole, ci sono i segni efficaci della sua presenza che sono i Sacramenti, c’è la Parola che meditiamo tutti i giorni.

Forse è bene spalancare gli occhi del cuore, accorgerci che egli è presente e ci accompagna, placare le nostre ansie finalmente fidandoci di lui.

I segni ci sono, e tanti, primo fra tutti il segno della resurrezione, sta a noi, probabilmente, accoglierli senza porre condizioni a Dio

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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