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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 19 giugno 2026

Vangelo del giorno di Mt 6,19-23

Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

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Parola del Signore.

Meglio fare un buon investimento. Lo sappiamo quando si tratta dei nostri (pochi) risparmi rosicchiati da spese e inflazione, giustamente stiamo attenti a non fare il passo più lungo della gamba, ci affidiamo a consulenti esperti per sapere come risparmiare, fare un piccolo piano di accumulo… tutte cose sane e sagge.

Così come, prima di accettare un’offerta di lavoro, chiediamo gli orari, la paga, i benefit (se ve ne sono). Tanta energia per capire e per non trovarci schiantati per strada o dover ricorrere a prestiti o alla benevolenza di parenti e amici. Magnifico, ci sta.

Ma perché, invece, non mettiamo altrettanta energia per quanto riguarda gli investimenti spirituali? Perché non ci occupa così tanto il benessere interiore? Forse perché lo abbiamo svalutato, o ridicolizzato. Forse perché, alla fine, non crediamo, sul serio, di avere un’anima, di essere eterni.

Quindi, alla fine, facciamo come quando la domenica passa la colletta, frughiamo il fondo delle tasche per liberaci delle monetine. È Gesù a dirlo, non io: se non siamo capaci di investire non andiamo da nessuna parte. Se non dedichiamo tempo, energia, intelligenza, volontà alle cose di Dio, allora probabilmente non accumuleremo esperienza, passione e pace nei nostri cuori.

Accumulare tesori in cielo: amando, accogliendo, ascoltando, perdonando, sopportando, sperando, costruendo un mondo nuovo. Mettendoci dalla parte giusta della Storia, quella della salvezza, rendendo presente il Regno dove viviamo, facendo del nostro lavoro, qualunque esso sia, una manifestazione della tenerezza di Dio, collaboratori nel concludere la Creazione.

Ecco, cose così. Avendo uno sguardo luminoso sulle cose, sulle persone, sulle situazioni, non uno sguardo torvo, cattivo, giudicante, tenebroso, che vede sempre e solo il male, la malizia, il secondo fine, ma uno sguardo libero e liberante. Che manifesta la luce che abbiamo incontrato e che portiamo nel cuore. Liberandoci dall’ansia del possedere, dell’accumulare, facendo come gli uccelli del cielo, cercando come prima cosa il Regno di Dio.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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