- Pubblicità -

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Luglio 2025

Vangelo di Matteo – Mt 12,1-8

Il Figlio dell’uomo è signore del sabato.

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

- Pubblicità -

Parola del Signore.

Non avete letto? Chiede il Signore ai farisei che contestano il fatto che i suoi discepoli, camminando, raccolgono qualche chicco di grano in giorno di sabato, dove ogni lavoro è inopportuno.

Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Luglio 2025” su Spreaker.

Non avete letto? Evidentemente no, o non hanno letto bene, o, peggio, hanno letto solo ciò che conveniva loro. Oppure fanno come noi, discepoli di quel Signore: ingabbiamo la libertà del vangelo di norme e codicilli pieni di buon senso, di tradizioni culturali, di sante devozioni che, però, scordano l’orizzonte.

Non avete letto? Evidentemente no. Perché una norma drastica come quella del riposo sabbatico era nata per una ragione precisa e condivisibile: ricordare ai figli di Israele che erano finalmente liberi e non più schiavi, perché lo schiavo non riposa mai.

Una rivoluzione così dirompente che il pio israelita doveva concedere il giorno del riposo anche ai propri servi e schiavi! Ma, fatto salvo il concetto, nella Scrittura stessa erano previste le eccezioni, come il lavoro del sacerdote.

E non solo: la Scrittura racconta di come Davide, in fuga da Saul, avesse consumato i pani sacri destinati ai sacerdoti, violando una norma sacra.

E citando l’episodio Gesù dimostra, invece, di avere letto, di conoscere molto bene la Scrittura, di non cadere nel rigorismo di chi si appella alle norme senza conoscerne lo spirito e le eccezioni.

Non avete letto? No, evidentemente. Soprattutto perché non hanno letto l’essenziale, al di là delle regole: Dio vuole misericordia, non sacrifici, non sforzi, non penitenze.

- Pubblicità -

E la misericordia ascolta le ragioni prima di giudicare appellandosi a Dio. Perché ogni norma donata da Dio è la forma dell’amore, è il contenitore di un contenuto debordante.

E appellarsi alla norma per giudicare un gesto innocuo come quello di prelevare qualche chicco di frumento mentre si passeggia è poco intelligente e, quel che è peggio, mortifica l’intenzione del legislatore.

Non cadiamo nella stessa trappola, la verità ci rende liberi. Non avete letto?

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO

Ascolta anche su Spotify