Sta salendo a Gerusalemme, il Messia. Ormai la resa dei conti รจ vicina, vicinissima. Ma i suoi discepoli, i suoi amici, sembrano vivere su un altro pianeta, in un altro mondo, convinti dellโimminente venuta del Regno, della vittoria assicurata, della gloria profusa, della restaurazione della monarchia davidica. Teneri.
Ci sarร un trono sรฌ, la croce e una corona, certo, ma di spine. Un Regno fatto di servi, non di potenti, in cui lโamore sarร lโunica legge e il premio. Ma quel Regno va costruito, fecondato, accudito come si fa con un tenero germoglio e sta a loro, a noi, ai discepoli e alle discepole coltivarlo.
Tornerร il Signore, nella pienezza dei tempi, verrร per riportare il mondo nel suo progetto iniziale, per farlo splendere della luce dellโAgnello. Ma, fino ad allora, sta a noi custodire e far crescere le preziose monete dโoro che ci sono state affidate: la Parola, la comunitร , i sacramenti. Dio ha talmente stima di me da affidarmi la custodia del Regno.
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