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Sr. Mariangela Tassielli – Commento al Vangelo di domenica 19 luglio 2026 per bambini/ragazzi

Con l’evangelista Matteo continuiamo a lasciar risuonare tra noi e nel nostro cuore la Parola del Regno. Gesù è nel pieno del suo ministero pubblico.

Incontra la gente, guarisce, perdona, risolleva e fa risuonare per tutti quel mistero nascosto fin dalla fondazione del mondo, quel mistero che è a fondamento del mondo stesso: la presenza amante e generativa di Dio per noi, donne e uomini, resi figlie e figli.

Gesù, l’atteso, percorre le strade e fa risuonare la Parola del Regno: parola autentica, parola che guarisce, parola che salva, parola che libera. Parola che come già abbiamo ascoltato domenica scorsa, porta frutto, feconda il terreno e dà seme a chi semina e il pane a chi ha fame.

Oggi in questa XVI domenica del Tempo Ordinario faremo un passo avanti.

La Parola del Regno continua a raggiungerci e a offrirsi a noi, a rivelare ancora qualcosa di sé stessa perché la nostra risposta a lei possa essere più autentica, più totale, più concreta. Questa volta partiamo da un dato di fatto. Il seme è buono. Ed è seminato in noi. La terra è buona, è feconda, ricettiva.

Tutto sembra andare bene. Tutte le condizioni sembrano favorevoli. Eppure all’orizzonte appare un “ma”.
Come sempre nella vita: proprio quando sembra che tutto stia andando per il verso giusto, ecco, accade qualcosa. Così nel Vangelo.

Tutto è pronto. Tutto è buono. Eppure qualcuno semina il male, semina l’imprevisto, semina un ostacolo, semina scandalo, semina altro, qualcosa di infestante che sembra minare il buon raccolto.

Cosa si fa? Cosa accade? Cosa possiamo fare?
Qual è la via che la Parola del Regno ci indica?

C’è una certezza: la presenza del bene non esclude il male. Anzi. Potremmo dire che fino al momento in cui il male rivela i suoi frutti può ben nascondersi, camuffarsi, addirittura farsi passare per bene. La logica del Regno però si chiama pazienza. La via del Regno si chiama attesa, e il bene rivela sé stesso dando gusto alle cose, rendendole buone, facendole crescere.

Il bene non ha mai fretta di rivelarsi, cresce lento e costante, e dà forza, struttura, solidità a colui che lo accoglie, a chi sceglie di stare dalla sua parte.

Il bene non è uno sbiancante che toglie le sfumature o le differenze, non toglie ombre e chiaroscuri. Ma come lievito fa crescere tutto, e trasforma ogni realtà in pane. E il pane è buono.

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Così la Parola del Regno: è ciò che può renderci pane.
Può renderci buoni.
Può renderci bene.

Per gentile concessione di Sr. Mariangela, dal suo sito cantalavita.com

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