Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 14 Marzo 2020 – Lc 15, 1-3.11-32

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Quanto dobbiamo ancora convertirci! Quanta fatica dobbiamo ancora fare per passare dallโ€™idea di Dio che portiamo nel cuore al vero volto di Dio annunciato da Gesรน!

Il cuore del vangelo di Luca si trova tutto in questa parabola che parla dellโ€™uomo e di Dio. Dellโ€™uomo che vede in Dio un concorrente, un avversario, uno che vuole soggiogarci, e che pretende di avere unโ€™ereditร  che non gli รจ dovuta, che pone una grande distanza fra sรฉ e il padre, che sperpera il patrimonio in idiozie perdendo la dignitร .

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Dellโ€™uomo che vive la propria appartenenza al padre come un obbligo, come una schiavitรน che non suscita gioia ma noia, di una visione della vita castrata e senza emozioni. E ci parla di Dio. Del nostro Dio. Un Dio che lascia partire il figlio senza fermarlo, che lo aspetta ogni giorno, che esce di casa correndo (gesto sconveniente in Israele!) e lo abbraccia.

Che non chiede ragione delle folli spese del giovane, che gli restituisce dignitร . Un padre che esce di casa per spiegare le proprie ragioni al figlio maggiore, che cerca di convincerloโ€ฆ E noi, quale Dio vogliamo tenere?

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