Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 14 Gennaio 2023

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<<Perché parla così?>>, si sono chiesti davanti al perdono del paralitico, <<Perché mangia con i peccatori?>>, si chiedono ora gli scribi dei farisei vedendo Gesù invitato a cena da Levi il pubblicano. Levi è un esattore delle tasse per conto dei romani, tre volte peccatore pubblico perché collaborazionista, perché maneggia il denaro con l’effige del? imperatore, perché fa la cresta su quanto riscosso. Il peggiore dei peccatori, odiato e temuto, indurito dal mestiere e dal giudizio degli altri. Eppure, Gesù non ha tenuto conto del suo ruolo, dell’apparenza, ed è andato diritto al cuore.

<<Seguimi>>, gli ha detto. Anche se peccatore, anche se odiato, anche se pieno di rabbia. Ha visto un discepolo, là dove tutti vedevano un mostro. E la prima cosa che fa, Levi, è invitare altri esattori, per far loro conoscere quel rabbino che, invece, di schifarlo, lo ha voluto con sé. Ma cenare con un peccatore impuro significa contrarre l’impurità, secondo le rigide norme religiose.

Allora perché Gesù, che si propone come un rabbino, cena con i peccatori? Sono traboccanti di domande fintamente scandalizzate i devoti del tempo di Gesù. Non capiscono le azioni di questo falegname che si è messo a profetare. Azioni che scardinano le loro (piccole) certezze riguardanti la fede e Dio. Non si è mai visto che Dio perdoni attraverso le parole di un uomo, liberandoti dalla paralisi del senso. Non si è mai visto che un profeta si contamini con peccatori notori.

Non si è mai visto che un rabbino si metta a cercare i discepoli e che voglia, fra di essi, un noto peccatore pubblico. E Gesù ribatte, ancora, fino a sfinirsi: Dio non vuole un popolo di giusti, ma di figli. Di figli che, scoprendosi amati senza condizioni, cambiano la loro vita e la orientano alla pienezza del bene, alla vita nuova del Vangelo.

Solo i malati guariscono, solo chi ammette il proprio male chiede aiuto e salvezza. Così che i grandi ladri diventano straordinari discepoli, e pure evangelisti!

Fonte: Il mensile “Amen – la Parola che salva

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