Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 13 Giugno 2020

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Il terzo tema che Gesรน affronta durante il durissimo discorso della montagna riguarda lโ€™autenticitร  e la veritร . Il giuramento era una pratica piuttosto diffusa e serviva a garantire lโ€™onestร  di un patto e della persona che lo assumeva.

Gesรน va oltre, esagera, vola altissimo: non รจ certo giurando su Dio o sul tempio o sul tesoro del tempio che si garantisce lโ€™onestร  dellโ€™affermazione. Allora taglia corto: meglio non giurare. Non abbiamo potere su nulla, nemmeno su noi stessi, sul nostro destino. Non possiamo cambiare nemmeno una virgola di ciรฒ che diciamo e facciamo, siamo fragili e limitati. Allora perchรฉ giurare?

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Meglio essere sinceri, sempre, essere trasparenti. Ma per esserlo dobbiamo anzitutto imparare ad esserlo con noi stessi, confrontandoci con lo specchio della Parola. Solo in Dio scopriamo chi siamo, a cosa siamo destinati. Solo in Dio possiamo non avere paura, accogliere le nostre ombre, lasciarle illuminare dallo Spirito, chiamare per nome e cognome i nostri peccati senza che, per questo, ci assalga lo scoramento.

In Dio impariamo ad essere davvero noi stessi, senza finzioni.

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