Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 11 Marzo 2024

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Un profeta non รจ bene accetto in patria, lo sanno tutti. รˆ diventato proverbiale questo modo di dire. E Gesรน lo ha sperimentato nella sua Nร zaret perciรฒ, quando rientra in Galilea, si aspetta nuovamente di essere respinto dai suoi concittadini.

E invece qualcosa รจ cambiato: la fama dei suoi prodigi in Giudea ha cambiato la visione delle cose e, con stupore, Gesรน viene accolto con interesse nella sua patria. Cosรฌ accade anche a noi: fino a quando viviamo portati dalla corrente, finchรฉ seguiamo il parere degli altri, il giudizio di chi vede la fede in Gesรน come una buona tradizione ma senza esagerare, e restiamo distanti, senza farci coinvolgere, non vedremo mai la potenza di Dio resuscitare il bambino stupito che ci abita.

Fidiamoci di chi ha visto i prodigi compiuti da Gesรน in Giudea e ce lo viene a raccontare. Che bello sarebbe sorprendere Gesรน con il nostro atteggiamento! Lo sposo, il Signore Gesรน, dopo avere incontrato Natanaele, simbolo del giudaismo tradizionale, la samaritana, simbolo della sposa che ha tradito, ora incontra un funzionario pagano.

Ormai l’intento del Messia รจ chiaro: ricondurre a Dio tutti: il popolo di Israele, i samaritani, i pagani. Gesรน-sposo รจ venuto esattamente per dare vita. Per tre volte, in pochi versetti, Giovanni riporta con enfasi l’ affermazione: egli vive! E questo รจ ciรฒ che Dio vuole da noi: che viviamo.

Non che ci lasciamo vivere, che ci trasciniamo stancamente da un giorno all’altro, ma che viviamo in pienezza, nonostante tutte le difficoltร . Il nostro Dio ama la vita, ama tutto ciรฒ che ci permette di gioire, di crescere, di fiorire.

Quaresima รจ tempo di mortificazione, certo, cioรจ di allontanamento da quanto ci porta alla morte, ma, soprattutto, di vivificazione di tutto ciรฒ che ci rende piรน autentici e veri, piรน liberi e capaci di amare.

Lasciamo perdere, allora, la maschera dell’afflitto, del penitente, di chi pensa che a Dio facciano piacere i nostri musi lunghi, per vivificare la gioia di appartenere al Signore, allo Sposo.

FONTE: Amen โ€“ La Parola che salvaIl blog di Paolo

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