Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 11 Gennaio 2025

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Il lebbroso รจ coperto di lebbra. La lebbra, ormai, ha invaso la sua vita, facendolo diventare un morto che cammina, isolato da tutti. Indossa la sua malattia che ormai lo identifica: non ha una storia, un nome, dei sogni. รˆ, semplicemente, la sua malattia.

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Come a volte accade anche a noi che, dopo un evento drammatico, finiamo con lโ€™identificarci col nostro dolore: siamo dei separati, siamo orfani, siamo in una relazione difficile, siamo vedovi, siamo cardiopaticiโ€ฆ No, siamo bene altro, ma al lebbroso questa identitร  viene negata.

La legge era molto severa rispetto alle malattie contagiose: nessun ammalato poteva entrare in cittร . La lebbra, allora, era una malattia della solitudine e del senso di colpa. Tutti pensavano che la malattia fosse la punizione divina di qualche peccato; il malato, perciรฒ, non suscitava compassione ma disprezzo. E, spesso, i lebbrosi erano intimamente convinti di essere dei maledetti, di essere disprezzati da Dio.

Da tutto questo il lebbroso chiede di essere purificato. Letteralmente si getta ai piedi del Signore. Come se fosse un oggetto, una cosa, non una persona. รˆ diventato ciรฒ che gli altri vedono. Chiede di essere liberato, purificato, guarito. Dalla malattia, dalla solitudine, dal senso di colpa, da una vita sbagliata.

E il Signore lo guarisce. Meglio: lo vuole. Dio vuole che siamo in comunione, in armonia, in salute. Il Dio che Gesรน รจ venuto a rivelare non ce lโ€™ha con me, รจ un Dio felice che mi vuole felice, che mi vuole salvo, che mi vuole guarito e libero per amare. Libero dalle tante lebbre perchรฉ io scopra di essere amato e scelga di amare.

Dio non ci manda gli accidenti, nรฉ tantomeno ci punisce. Ma desidera nel profondo la nostra salvezza. Convertiamo il nostro cuore a questa immagine di Dio, a questa rivelazione, a questo immenso stupore, senza lasciarci offuscare da idee demoniache di Dio che spesso portiamo nel cuore e che sono la proiezione dei nostri incubi profondi!

+++Commento tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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