Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 10 giugno 2026

Data:

- Pubblicità -

Vangelo del giorno di Mt 5,17-19

Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

- Pubblicità -

Parola del Signore.

Perché il rischio c’è, dopo avere letto e meditato con entusiasmo le beatitudini: ora che ci sono queste indicazioni, facciamo che rottamare tutto il resto. I famosi precetti del decalogo ma, soprattutto, le miriadi di prescrizioni che i bravi, devoti giudei avevano aggiunto alla Legge scritta, cioè la Legge orale. E, già che ci siamo in queste pulizie di casa, facciamo che lasciar perdere le troppe prescrizioni che la Chiesa raccomanda, quelle che vanno a impicciarsi della vita privata delle persone… Calma! Cerchiamo di capirci.

Anzitutto siamo chiamati a distinguere cosa proviene da Dio e cosa, invece, è tentativo di applicare quanto capito. Altro è il precetto dell’amore, la logica delle beatitudini, altro le decisioni pastorali di una parrocchia… Spesso, troppo spesso, quello che vedo fare nel nostro cristianesimo raffazzonato, è confondere i piani, intorbidire le acque, spacciare come verità assoluta buone (a volte sante ma neanche tanto) abitudini.

Non tutto è importante allo stesso modo, esiste una gerarchia delle verità nella fede ma, anche, nella prassi pastorale e devozionale. Gesù stesso placa le fibrillazioni: lui non è un anarchico, non un rivoluzionario, non uno che spinge la gente a ribellarsi all’osservanza della Torah, anzi. Vuole ricondurre la Legge di Dio alla sua origine, spogliarla della tante sovrastrutture che ne offuscano la bellezza e la verità.

Questo ha fatto il Signore: ha riportato Israele alla fonte, al senso profondo dell’alleanza. E forse, lo dico con prudenza e garbo, qualcosa del genere dovremmo tornare a fare anche noi: è chiaro, sempre, a tutti, che tutto quello che facciamo ha a che fare con Dio? Che le nostre parrocchie, iniziative, attività hanno come unico scopo quello di condurre tutto al Cristo? Sì, certo, abbastanza.

Facciamo in modo, allora, che tutto riporti al Vangelo senza troppi fronzoli e se ci sono abitudini (anche sante, anche devote) che impediscono questo ritorno, forse è meglio lasciarle perdere…

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO

- Pubblicità -

Ascolta anche su Spotify