A prima vista le parole di Gesù sembrano sorprendere. Non dice che la Legge è superata, ma che è venuto a darle pieno compimento. Eppure sappiamo che una legge, da sola, non salva nessuno. La norma può indicare la strada, ma non dà la forza di percorrerla. Può definire il bene, ma non può cambiare il cuore.
Per questo Gesù non viene a moltiplicare i precetti. Viene a riempirli di Spirito, di significato, di vita. Senza lo Spirito, la Legge rischia di diventare un peso, una gabbia, un elenco di obblighi da osservare esteriormente. Con lo Spirito, invece, la stessa Legge diventa un cammino di libertà e di amore.
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Il problema non è mai la Legge di Dio. Il problema è il cuore dell’uomo quando riduce la fede a formalismo, a osservanza fredda, a regole senza relazione. Si può rispettare ogni norma e rimanere lontani da Dio. I farisei lo dimostrano. Si può anche obbedire per paura, per abitudine o per convenienza, senza amare davvero.
Gesù porta tutto a compimento perché ci mostra che il centro non è la regola, ma l’amore che la ispira. Chi ama non cerca il minimo indispensabile per sentirsi a posto con Dio. Cerca il massimo possibile per corrispondere al suo amore.
La Parola di Dio porta sempre frutto in chi l’accoglie con cuore docile. Non perché imponga dall’esterno un comportamento, ma perché trasforma dall’interno la persona. Il cristiano autentico non vive chiedendosi: “Qual è il minimo che devo fare?”. Si domanda invece: “Come posso amare di più?”.
Quando una norma è illuminata dallo Spirito diventa una via di libertà. Quando è separata dall’amore diventa un peso sterile. Gesù non è venuto a cancellare la Legge, ma a scriverla nel cuore dell’uomo.
E forse la domanda più scomoda del Vangelo di oggi è questa: obbedisco a Dio perché amo, oppure mi limito a rispettare delle regole per sentirmi a posto con la coscienza? Solo l’amore porta a compimento ciò che la legge da sola non può realizzare.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
