Paci Francesca – Dove muoiono i cristiani

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Dall’Egitto all’Indonesia, viaggio nei luoghi in cui il cristianesimo è una minoranza perseguitata

“Succede tutto in un istante. I terroristi spalancano il portone sparando dappertutto, c’è un’esplosione all’altezza dell’abside, uno salta in piedi sull’altare, ringrazia Allah, abbatte il crocefisso. Sono a volto scoperto, giovanissimi, con un filo di barba appena accennato, indossano la divisa della polizia irachena e la cintura esplosiva.”

Fatima ha 28 anni e si è salvata per miracolo dalla carneficina nella chiesa siro-cattolica di Baghdad: insieme alla “strage di Capodanno” ad Alessandria, il più sanguinario attentato contro i cristiani negli anni recenti.
Dall’Egitto all’Iraq, dall’India all’Indonesia, dalla Nigeria alla Corea del Nord, dall’ Algeria alla Turchia “laica”, milioni di uomini di fede cristiana vivono oggi in condizione di minoranza religiosa. Anche se non tutti rischiano materialmente la vita come Fatima, molti subiscono discriminazioni e pressioni sociali, che rendono faticosa l’esistenza quotidiana e danno luogo a una separazione sociale, culturale e politica. Tutti percepiscono l’aggravarsi di una frattura che ha radici profonde ma che è esplosa prepotentemente negli ultimi anni e prefigura, nel futuro prossimo, una drammatica diaspora.
Francesca Paci, giornalista e inviata in Medio Oriente, è andata in prima persona nelle aree dove abitano le minoranze cristiane, e in questo reportage, basato sulle testimonianze dirette dei protagonisti, ci racconta le storie di cristiani, uomini e donne, missionari, preti, vescovi o semplici fedeli discriminati a causa della fede religiosa. Luspida, reverenda di un piccolo paese indonesiano, ripercorre l’escalation del conflitto religioso nel più grande paese musulmano del mondo. Padre Mathias opera tra le baraccopoli del Cairo dove vivono i copti egiziani, ben dodici milioni di persone che subiscono una pressione crescente, nella recente evoluzione politica dell’Egitto. Martha lavora per una scuola di suore a Betlemme, luogo di nascita di Gesù, dove i cristiani oggi non superano il 12 per cento della popolazione, e costituiscono una comunità chiusa e sradicata. Monsignor Giorgio Bertin descrive la vita quotidiana dei cristiani dell’Africa islamica, “oggetti di mercato “, tutelati o colpiti a seconda del governo di turno.
Attraverso i loro racconti si comprende la realtà di un fenomeno complesso e variegato, con caratteristiche diverse in ogni paese, ma dal quale emerge un elemento unificante: la fede, in definitiva, è sempre un pretesto, la differenza su cui costruire un’epica di guerra. Sullo sfondo ci sono le disuguaglianze economiche, le divisioni tribali o sociali, i conflitti politico-culturali: uccidere e morire nel nome di Dio suona meno banale e più nobile.

Ascolta l’intervista a Radio Vaticana

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