Jean-Philippe Fabre – Scoprire il Vangelo in un weekend

Un percorso semplice e preciso allo stesso tempo nei vangeli e negli Atti degli Apostoli. Per essere efficace, propone numerosi riferimenti storici, geografici e lessicali per chiarire le possibili zone d’ombra. Aiutati da letture guidate e commenti ispirati, sarete introdotti a un nuovo modo di leggere il Vangelo, entusiasmante e profondo.

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Il fascino e la profondità dei vangeli e degli Atti degli Apostoli attraverso un percorso chiaro e alla portata di tutti: per scoprirlo basta… un weekend!Immergendosi nel contesto storico e spirituale in cui sono stati concepiti i vangeli, questo volume mette in risalto l’unicità di ciascuno di essi, esplorando la luce particolare che ogni evangelista ha gettato sulla vita di Gesù e gli inizi della Chiesa.

Lasciati guidare attraverso una serie di riferimenti storici, geografici e lessicali, forniti con la massima cura per agevolare la tua comprensione. Con tre sequenze di letture guidate e commenti illuminanti, abbraccerai un nuovo approccio nella lettura dei vangeli.

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Che tu sia un neofita o un esperto, questo libro ti offre un’esperienza istruttiva e coinvolgente, arricchendo il tuo rapporto con i vangeli e portandoti a una comprensione più profonda della figura di Gesù e della Chiesa nelle sue origini. Una preziosa risorsa per coloro che desiderano arricchire la propria conoscenza storica, teologica e spirituale.

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Dall’introduzione

Quattro vangeli, il vertice della Bibbia

Copertina: Scoprire il vangelo in un weekend

«A nessuno sfugge che tra tutte le Scritture, anche quelle del Nuovo Testamento, i vangeli possiedono una superiorità meritata, in quanto costituiscono la principale testimonianza relativa alla vita e alla dottrina del Verbo incarnato, nostro Salvatore» (Dei Verbum 18). È così che il concilio Vaticano II presenta i quattro vangeli. Il nostro interesse nei loro confronti è quindi legittimo. Molte persone conoscono queste storie, almeno attraverso alcuni episodi noti.

Un vangelo è il racconto della vita di Gesù. Dal battesimo alla dipartita, Gesù è il protagonista di una biografia il cui culmine è la sua morte e resurrezione. Ognuno dei quattro narratori racconta i principali eventi della vita pubblica di colui che hanno riconosciuto come il Figlio di Dio.

La Chiesa conserva quattro vangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

Un percorso di scoperta

Quando ci avviciniamo a questi quattro resoconti, sorgono diverse domande: perché la Chiesa antica ha conservato quattro resoconti, nonostante alcune contraddizioni nella forma? Qual è la specificità di ogni vangelo? Gli evangelisti avevano conosciuto Gesù? Perché non ne hanno parlato di più?

Avete a disposizione tre mezze giornate, forse un fine settimana, per scoprire i vangeli, in gruppo o personalmente, per curiosità o in ritiro. Questo libretto molto semplice vi aiuterà a gustare il significato e la bellezza dei racconti evangelici. Vi permetterà di cogliere l’itinerario che ogni evangelista propone per seguire Gesù.

Questo libro è più una guida alla lettura che un approccio enciclopedico. Non c’è qui alcuna ricerca di esaustività, quanto piuttosto un’esperienza di gusto. Non è un corso per specialisti, ma piuttosto un percorso di iniziazione alla lettura dei vangeli.

Imparando a leggere le storie, si comprenderà meglio lo scopo di ciascun racconto evangelico. Si potranno anche sperimentare narrazioni che illuminano, nutrono e danno significato.

Ciascuno dei vangeli propone al suo lettore di seguire Gesù. Meditando e lavorando sui testi qui proposti, il lettore può lasciarsi sorprendere, commuovere e sconcertare. È un’avventura molto speciale scoprire che ci sono diversi modi per camminare dietro a colui che attira tutti gli sguardi. Questo viaggio attraverso i vangeli sarà sicuramente accompagnato da scoperte su Gesù, su sé stessi, sugli altri, su Dio.

Per seguire questo itinerario, abbiamo fatto due scelte editoriali che è meglio spiegare. Da un lato, abbiamo voluto aggiungere la seconda parte dell’opera di Luca: gli Atti degli Apostoli. Il lavoro di Luca è indubbiamente indivisibile. L’opera compiuta in Gesù Cristo (vangelo di Luca) si dispiega nella prima comunità cristiana (Atti degli Apostoli). La vita di Gesù non è nulla se non prosegue nel tempo. Vi imbatterete nel vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli nella seconda sequenza.

D’altra parte, abbiamo voluto dare un assaggio del cosiddetto fatto «sinottico». In effetti, tre dei vangeli (Matteo, Marco e Luca) seguono un quadro comune perché si basano sulle stesse fonti: possono essere messi in «sinossi», cioè a confronto tra loro. È davvero interessante confrontare questi tre racconti perché, a partire dalla stessa cornice, ciascuno di essi esprime delle scelte letterarie, che sono anche scelte teologiche. L’immagine di Gesù è diversa da un vangelo all’altro, così come l’itinerario proposto al lettore. Studieremo la questione sinottica nella terza sequenza.

I vangeli nel Nuovo Testamento

I vangeli e gli Atti degli Apostoli fanno parte del Nuovo Testamento. Quest’ultimo è una raccolta di testi risalenti al I secolo d.C. Tutti questi testi sono opera di autori che si sono

ispirati alla vita e alla persona di Gesù Cristo. Gli scrittori appartengono tutti alla comunità dei cristiani, fondata da Gesù. Hanno riconosciuto che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. Le loro opere sono impegnate e ricche di testimonianze. L’evangelista Giovanni conclude per la prima volta il suo vangelo con le parole: «[Questi segni] sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome» (Gv 20,31).

I vangeli hanno lo scopo di rafforzare la fede dei loro destinatari. Nella loro concezione, sono racconti destinati a persone che hanno ricevuto un primo annuncio orale della fede. San Paolo ci ricorda il primato della parola orale su quella scritta:

«Vi proclamo poi, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi» (1Cor 15,1). Gli scritti sono considerati un supporto per il rafforzamento e la trasmissione della fede. È quindi necessario essere accompagnati nel leggerli.

Così, conservando fedelmente l’«evento Gesù Cristo» – l’intera vita di Gesù, dalla sua nascita alla sua risurrezione – i vangeli fungono da fondamento per la proclamazione della Buona Novella. La parola scritta serve a sostenere, non a sostituire, la trasmissione orale. La testimonianza diretta viene prima di tutto, come Luca ricorda all’amico Teofilo: «Ho deciso […] di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto» (Lc 1,3-4).

Cosa troviamo nel Nuovo Testamento?

Il Nuovo Testamento (ventisette libri) è composto da cinque categorie di libri:

  • i quattro vangeli sono i racconti della vita di Gesù e costituiscono il nucleo fondamentale della Bibbia cristiana;
  • gli Atti degli Apostoli, scritti da Luca, raccontano la vita dei primi cristiani;
  • le lettere paoline sono quelle attribuite all’apostolo Paolo;
  • le epistole cattoliche sono state scritte dagli apostoli;
  • l’Apocalisse, scritta da Giovanni, è una rivelazione sul senso della storia.

Il desiderio di far conoscere universalmente la Buona Novella è probabilmente il motivo per cui gli evangelisti hanno scritto tutti in greco. Questa lingua era la lingua comune dell’Impero Romano, cioè del bacino del Mediterraneo. Si tratta di un greco semplice chiamato koinè.

Cosa sappiamo dell’esistenza di Gesù?

L’evento che ha scatenato la stesura dei vangeli è stata l’esistenza di Gesù. Così, attraverso questi quattro racconti, gli atti, i gesti e le parole di Gesù sono giunti fino a noi. L’esistenza di Gesù e il corso della sua vita non sono messi in discussione da nessuno storico serio. Sebbene la sua autenticità sia discussa, esiste una menzione di Gesù nelle Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe, uno storico ebreo del I secolo. Più attendibile è la menzione di Cristo negli Annali di Tacito, contemporaneo di Giuseppe e storico romano. Le tappe principali della cronologia della vita di Gesù possono essere dedotte dai pochi elementi datati forniti, più o meno esplicitamente, dagli evangelisti. Utilizziamo anche ciò che sappiamo della cronologia della vita di san Paolo. La nascita di Cristo è molto meno facile da datare rispetto alla sua Passione. Possiamo solo arrivare a delle probabilità, soprattutto perché i vangeli di Luca e Matteo sono difficilmente conciliabili su questo punto. Da Matteo sappiamo che Gesù nacque almeno due anni prima della morte di Erode il Grande e durante un censimento romano. Questo permette di fare riferimento probabilmente all’anno 7 a.C. La differenza di diversi anni con il calendario attuale è dovuta all’approssimazione di Dionigi il Minore: nel 525, egli commise un errore di diversi anni sull’anno 1 in un lavoro di datazione richiesto da papa Giovanni I.

Cosa sono i «vangeli dell’infanzia»?

Si tratta di racconti sull’infanzia di Gesù, che si trovano in Matteo e Luca. Nel parlare della nascita di Gesù, questi testi non cercano principalmente di raccontarla nei dettagli. Piuttosto, come spesso accade nella letteratura antica, essi mirano a dare al lettore una visione dell’identità e del destino della personalità nascente. Così, nel racconto della visita dei Magi (Mt 2), Gesù appare profeticamente come il Messia, colui che tutto l’universo viene ad adorare.

La missione di Giovanni Battista, cugino di Gesù, iniziò probabilmente intorno al 26, anno in cui Pilato divenne procuratore della Giudea. Il ministero pubblico di Gesù potrebbe essere cominciato all’inizio del 28. La sua Passione può essere datata con maggiore certezza dai giorni in cui poteva cadere la Pasqua ebraica; le feste erano fissate secondo un ciclo lunare che oggi è facilmente ricostruibile. La Pasqua della morte di Gesù si colloca quindi nell’anno 30 o 31. Sappiamo che è precedente al 33, che sarebbe l’anno della conversione di Paolo, se crediamo alla cronologia della vita dell’Apostolo (secondo il suo soggiorno a Corinto nel 51 e il calendario dei fatti riportati dall’epistola ai Galati). È probabile che Gesù non avesse trentatré anni quando morì, come viene tradizionalmente indicato, ma trentasette o trentotto.