Questo testo è frutto del Progetto PSSF di studio e approfondimento del carisma delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, Progetto avviato nel 2021 e che ha segnato un primo punto di arrivo con la pubblicazione del volume: Aa.Vv., Ripensare il carisma. Rileggendo il mistero dell’incarnazione alla luce della Teologia attuale, Effatà Editrice, 2024.
Nel presente studio – con l’attività di facilitazione e consulenza della teologa biblista Annamaria Corallo – l’attenzione è stata focalizzata sulle Fonti dell’Istituto, con alcuni ambiziosi obiettivi: cercare – a partire dall’ascolto e da una lettura attenta e comparata delle lettere della fondatrice Maria Domenica Mantovani – le ispirazioni e intuizioni ancora attuali; indagare – al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni che spesso ci condizionano – quali siano state le autentiche e originali caratteristiche della sua personalità storica, del senso e delle finalità della sua missione nel mondo; riconoscere – sempre in attento ascolto dei racconti da lei riportati – il carattere dinamico della sua persona e del cammino di sequela che lei intraprese e propose alle Suore quali discepole di Gesù di Nazaret, ad ogni uomo e donna, a ciascuna/o di noi; riflettere sul tema della sua vera e piena umanità, in ricerca continua dell’assolutamente Altro, quel Dio che è e resta una realtà al di là di ogni possibile conoscenza umana.
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La maturazione nel dinamismo dello Spirito, malgrado i condizionamenti del tempo, ha fatto sì che Maria Domenica Mantovani abbia guadagnato, faticosamente ma indubitabilmente, una libertà spirituale e una docilità allo Spirito che le hanno consentito di prendere delle posizioni anche lungimiranti.
Madre Maria ha vissuto la sua fanciullezza tra bellezze naturali e quotidiani impegni familiari e parrocchiali, in un ambiente umanamente sano e ricco di fede. In questo habitat ha maturato la convinzione che la sequela proposta ad ogni battezzato/a-confermato/a, per i chiamati alla vita religiosa, non si differenzia per la direzione, unica per tutta la Chiesa, che rimane il Cristo, quanto per le modalità specifiche attraverso cui essa si attua (VC 31-32).
Santa Maria Domenica Mantovani riesce ad offrire ancora nuove prospettive sull’attualità della vita in tutte le sue sfaccettature, in particolare della vita religiosa?
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Dal libro
La genialità degli inizi illumina il futuro: santa Maria Domenica Mantovani
Giulia Cappozzo, pssf
Il senso di questa “ricerca”

Recentemente si è aperto un dibattito sul “deficit culturale” del cattolicesimo, che ha radici risalenti a più di un secolo fa. L’irrilevanza culturale del cattolicesimo è stata voluta dalle decisioni interne alla Chiesa stessa, convinta della possibilità di poter continuare ad essere fedele alla tradizione utilizzando esclusivamente il sapere “interno”. Che il silenzio custodisca la comunione è una verità che non può valere sempre e comunque e, se crediamo che il rapporto con la cultura sia importante, dobbiamo creare le condizioni di esercizio di questo rapporto, costi quel che costi.
Sollecitate dai molteplici interrogativi che abitano il nostro oggi, anche noi Piccole Suore della Sacra Famiglia (pssf) abbiamo deciso di promuovere una ricerca, attraverso il Progetto PSSF, «nato da un intenso desiderio di rileggere la nostra vita alla luce della visione teologica in atto», e avente come obiettivo quello di «ripensare il carisma dei Fondatori nella prospettiva di un approfondimento teologico delle loro intuizioni, sia in ordine alla scelta di vita religiosa comunitaria che alle ricadute pastorali negli ambiti in cui l’Istituto opera». Parte del Progetto PSSF, il Percorso di rilettura di alcuni scritti di santa Maria Domenica Mantovani, cofondatrice, si inserisce ad hoc in questo cammino, che ci aiuta a rileggere il passato nel presente e ci dona la possibilità di cogliere aspetti di lungimiranza e di coraggio spesso defraudati del loro vero significato o distorti, e a far emergere un’umanità fiorita in pienezza in una donna apparentemente insignificante nel suo tempo storico. E, si scopre una “perla preziosa”, un unicum che matura e vive nell’Amore.
Ci resta l’eredità di chi ha saputo leggere i segni dei tempi e ha agito di conseguenza, come esempio di rigenerazione, cura, educazione. E ci viene offerto di aprirci, se capaci di interpretare, con amore e nell’Amore, sfide che avanzano e ci costruiscono in quell’ulteriorità che è sempre oltre. Risuonano ancora oggi in noi le parole di Papa Giovanni Paolo II: «“Magna Verona, vale”. […] So di essere venuto in una città d’eccezione, antica per la sua origine, grande per la sua storia, salda per l’adesione alla fede cristiana, forte per le sue nuove energie, e perciò ricca di speranze per l’avvenire. […] Nel ripetere quel saluto a distanza di dieci secoli, intendo riconoscere la continuità degli ideali che hanno ispirato la vostra città, ed esortarvi con tutta la forza del mio animo a proiettarvi con coraggio verso il futuro, perché sia degno di un così illustre passato».
Lo stesso anelito di Domenica Mantovani che andava ripetendo “mi preme l’avvenire”! […]



