I DUE CUORI
Qual è, fra tutti,
il più grande comandamento?
Aiutaci a ritornare
al semplice,
al principio di tutto…
Gesù lo fa, uscendo
dagli schemi
con una risposta che
tra i comandamenti
non c’è.
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Che bella la libertà,
l’intelligenza anti-conformista
di Gesù,
icona limpidissima
della libertà e dell’immaginazione.
La risposta comincia
con un verbo:
tu amerai, al futuro,
a indicare una storia in-finita, perché
l’amore è il futuro
del mondo, perché
senza amore
non c’è futuro
per l’umanità.
Prima però
del “più grande”
Gesù evoca
uncomandamento zero:
shemà,
ascolta,
ricordati,
non dimenticare,
tienilo legato al polso,
mettilo come sigillo sul cuore,
come gioiello
davanti agli occhi…
Fa tenerezza un Dio che chiede: “Ascoltami,
per favore!”
Ascoltare è amare.
Amerai
con tutto il cuore,
non da sottomesso,
ma da innamorato.
Qualcuno ha proposto un’altra traduzione: amerai Dio
con tutti i tuoi cuori.
Come a dire:
con il tuo cuore di luce
e con il cuore d’ombra,
amalo con il cuore
che crede e anche
con il cuore che dubita.
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Come puoi,
come riesci,
magari col fiatone,
quando splende il sole
e quando si fa buio,
e a occhi chiusi
quando hai un po’ paura,
anche con le lacrime.
Santa Teresa d’Avila
in una visione riceve questa confidenza
dal Signore:
“Per un tuo ‘ti amo’
rifarei da capo l’universo”.
Con tutta la tua mente. Amore intelligente
deve essere;
che vuole conoscerlo,
studiarlo, capirlo di più.
Parlare e cantare
e scrivere di lui,
una preghiera,
una canzone,
una poesia d’amore
al tuo amore…
In fondo, nulla di nuovo.
Le stesse parole
le ripetono i mistici
di tutte le religioni,
i cercatori di Dio
di tutte le fedi,
da millenni.
La novità evangelica è nell’aggiunta inattesa di un secondo comandamento,
che è simile al primo…
Il genio del cristianesimo dice:
amerai l’uomo è simile
all’amerai Dio.
Il prossimo è
simile a Dio.
Il prossimo
ha volto e voce,
fame d’amore e bellezza,
simili a Dio.
Cielo e terra
non si oppongono,
si abbracciano.
Vangelo strabico, verrebbe da dire:
un occhio in alto,
uno in basso,
occhi nel cielo e
piedi per terra.
Ma chi è
il mio prossimo?
Gli domanderà
un altro dottore.
Ho trovato una risposta
che mi ha allargato
il cuore, quella
di Gandhi,
un non cristiano:
“il mio prossimo è tutto ciò che vive
con me,
su questa terra”,
le persone,
ma anche l’acqua,
il sole,
il fuoco,
le nuvole,
le piante,
gli animali.
Sorella madre terra e tutte le sue creature.
Il comandamento diventa: Ama la terra come ami te stesso, amala come l’ama Dio.
Vivere è convivere, esistere è coesistere.
Non già obbedire a comandamenti o celebrare liturgie,
ma semplicemente, meravigliosamente, felicemente: amare.
«Dio non fa altro
che questo,
tutto il giorno:
sta sul lettuccio della partoriente e genera»
(M. Eckhart).
Che cosa genera?
Amore che è vita.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
