Nel Vangelo di oggi Gesù ci parla del “primo” dei comandamenti. Ma la vera provocazione è che questo comandamento non è unico, è triplice.
L’amore vero ha tre direzioni inseparabili:
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Amare Dio,
Amare il prossimo,
Amare se stessi.
Se ne manca una, l’amore si spezza. Non è più totale, non è più evangelico, non è più cristiano.
Un amore incompleto fa paura
Gesù ci chiede di amare con tutto il cuore, tutta la mente, tutta l’anima, tutte le forze.
Ma oggi la totalità dell’amore ci spaventa.
Preferiamo un amore parziale, controllato, a piccole dosi…
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Amiamo Dio quando ci conviene,
gli altri quando non ci disturbano,
noi stessi quando non dobbiamo guardarci troppo dentro.
Viviamo una stagione in cui l’amore è spesso frammentato:
un po’ a Dio, un po’ agli altri, quasi nulla a noi stessi.
Ma così l’amore non regge, non trasforma, non salva.
Il triplice amore è un’unica realtà:
non puoi amare Dio che non vedi, se non ami te stesso e chi ti sta accanto;
non puoi amare il prossimo se non sai accogliere la tua verità profonda;
non puoi amarti davvero senza lasciarti amare da Dio.
Il Vangelo oggi ci mette con le spalle al muro:
il problema non è che non amiamo…
è che amiamo “a metà”.
Quale delle tre dimensioni del tuo amore hai lasciato più indietro?
Dio?
Gli altri?
Te stessa?
Il comandamento più grande non ci chiede di scegliere, ma di integrare.
Perché l’amore cristiano è totale o non è.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
