Quel silenzio di Gesรน che spiazza i violenti
Padre Ermes Ronchi commenta il brano del Vangelo di domenica 3 aprile 2022
Gli scribi e i farisei gli condussero una donna… la posero in mezzo, quasi non fosse una persona ma una cosa, che si prende, si porta, si mette di qua o di lร , dove a loro va bene, anche a morte. Sono scribi che mettono Dio contro l’uomo, il peggio che possa capitare alla fede, lettori di una bibbia dimezzata, sordi ai profeti (ยซdice il Signore: io non godo della morte di chi muoreยป, Ez 18,32).
La posero in mezzo. Sguardi di pietra su di lei. La paura che le sale dal cuore agli occhi, ciechi perchรฉ non hanno nessuno su cui potersi posare. Attorno a lei si รจ chiuso il cerchio di un tribunale di soli maschi, che si credono giusti al punto di ricoprire al tempo stesso tutti i ruoli: prima accusatori, poi giudici e infine carnefici.
Chiedono a Gesรน: ร lecito o no uccidere in nome di Dio? Loro immaginano che Gesรน dirร di no e cosรฌ lo faranno cadere in trappola, mostrando che รจ contro la Legge, un bestemmiatore.
Gesรน si chinรฒ e si mise a scrivere col dito per terra… nella furia di parole e gesti omicidi, introduce una pausa di silenzio; non si oppone a viso aperto, li avrebbe fatti infuriare ancora di piรน.ย […]
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SCAMBIARE IL PASSATO CON IL FUTURO
Gesรน si chinรฒ a scrivere col dito per terra. โMosรจ ordina di uccidere quelle cosรฌ. E tu, cosa dici?โ
Il maestro si inginocchia sulle pietre del cortile e scrive.
Davanti a quella donna abbassa gli occhi, preso da un pudore santo, che si carica anzitempo sulle spalle il peso di tutto il dolore delle vittime.
Gesรน evita perfino di guardarci in faccia, se ci lasciamo prendere dal delirio dellโaccusa per farci giustizia; evita il nostro sguardo, se questo ha come obiettivo la morte.
Chi รจ senza peccato scagli la pietra… Gesรน non rinnega la legge, ma chiede che chi la difende sia il primo a praticarla; ma se ne andarono tutti, a partire dai piรน importanti.
Tutti: per dire che lโonestร non condanna.
Gesรน rimane solo con lei, e si alza come si fa con la persona importante, non con una donna; dal selciato di pietra, agli occhi. Cosa hai visto Signore in quegli occhi? Solitudine? Paura del giudizio? La rabbia scura dellโabbandono, il baratro nero della morte, o un lampo di speranza?
Le parla. Nessuno lo aveva fatto prima, lei era solo una cosa trascinata lร in mezzo, con la sua storia amara. Il suo tormento non interessava nessuno, ma Gesรน la chiama Donna, dignitoso nome dato a sua Madre.
Non รจ piรน l’adultera, la trascinata: รจ la creatura.
Gesรน non vede in lei la peccatrice, vede la donna che vuole vivere e amare. Lei non รจ il suo errore; non appartiene al suo passato, ma al futuro, ai semi da seminare, alle persone che amerร , ai progetti in attesa.
Gesรน non banalizza la colpa, lui fa ripartire la vita.
Dove sono? I giudici armati che seppelliscono di pietre, dove sono? Non qui! Gesรน vuole che accusatori e ipocriti scompaiano dalle case, dai cortili, dalle piazze e dalle chiese.
โDove sono? Neppure io ti condanno. Io non giudico, io salvoโ.
Con il dito per terra Gesรน scriveva di un Dio piรน grande del nostro cuore, la cui legge รจ che l’uomo viva. Cosรฌ non le chiede da dove viene, ma dove va; non piรน cosa ha fatto, ma cosa farร . Si rivolge alla sua luce profonda, le incide nel cuore la parola โfuturoโ. Donna, tu puoi amare bene, amare molto. Questo tu farai… Ciรฒ che conta ora รจ andare, con la promessa di guardare avanti.
Gesรน strappa le sbarre dalle nostre celle, e i patiboli su cui trasciniamo noi e gli altri. E sulla croce metterร se stesso al posto di quella donna e di tutti i condannati, spezzando la catena malefica che regge una terribile, terribilmente sbagliata idea di un Dio punitore.
Non darmi, Signore, l’innocenza, miracolo che non so portare. A me concedi la grazia di vederti alzato davanti a me; parlami, dammi la sapienza e il coraggio di lasciar cadere le pietre che avevo preparato.
Non lancerรฒ mai piรน pietre, contro nessuno, perchรฉ mi avrai disarmato il cuore.
AUTORE: p. Ermes Ronchi FONTE: Avvenire e PAGINA FACEBOOK



