Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.
Trascrizione
Buonasera. Buonasera, brava gente. Eccoci qui. Eccoci qui. Stasera iniziamo un po’ prima, eh? Iniziamo un po’ prima. Vediamo se riusciamo. E voilà. Ci riusciamo. Sì. Che dite voi? Più o meno. E voilà, e voilà, e voilà. Ce la facciamo.
Allora, iniziamo un po’ prima perché sennò poi sto per strada, si sente il rumore delle macchine e via. Allora, buonasera. Oggi è una giornata storica. Penso che state tutti seguendo quello che sta avvenendo tra i palestinesi e Israele e gli israeliani, tra Hamas e Israele [1 è la misericordia**. E quindi affidiamo davvero questo processo di pace grazie a tanti attori: e sicuramente ai richiami di Papa Leone oggi e di Papa Francesco ieri; sicuramente a tanti leader, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, ai tanti paesi arabi, dal Qatar alla Turchia, all’Egitto. Eh, c’è stato uno sforzo notevole e la pace ha bisogno della preghiera. Ecco perché vorrei iniziare questo momento affidando questo cammino alla donna per eccellenza della pace, a Maria:
“Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte. Amen“.
Insieme, vorrei che davvero tutti dicessimo: “E sia la pace. Sia la pace”. Scriviamolo davvero tutti: sia la pace. Bene, poi l’avviso che faccio ogni sera. Stiamo preparando per la prossima giornata mondiale dei bambini che sarà a settembre del prossimo anno.
Quindi i catechisti, i parroci, i vescovi, gli insegnanti, le famiglie, insomma, scriveteci, perché si possa organizzare davvero una grande seconda giornata di pace per un futuro bello per i nostri bimbi in tutto il mondo. E avanti! Quindi vi do sempre la mail: enzo@bongiornobravagente, dove potete scrivermi e cercare tutte le informazioni e quindi prepararci insieme. Va bene?
E ora andiamo al nostro appuntamento dal Vangelo secondo Luca. “In quel tempo, dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio, alcuni dissero: ‘È per mezzo di Belzebul, capo dei demoni, che egli scaccia i demoni’. Altri poi [lo] mettono alla prova. Gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: ‘Ogni regno diviso in sé stesso va in rovina e una casa cade sull’altra’. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno?“.
“Voi dite che io scaccio i demoni per mezzo di Belzebul. Ma se io scaccio i demoni per mezzo di Belzebul, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me e chi non raccoglie con me disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti, cercando sollievo e non trovandone, dice: ‘Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito’. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora, e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Brava gente, ci troviamo di fronte a una pagina che ci dice alcune verità.
La prima: il demonio esiste. Il demonio esiste. Sapete, una delle più grandi tentazioni del demonio è farci credere che non esiste. E allora prendere coscienza che le tentazioni ci possono essere nella nostra vita, che possiamo cadere, che siamo fragili. Credo che sia un’attenzione necessaria, quasi una specie di prevenzione. E Gesù ce lo dice in maniera chiara, eh, in maniera molto molto chiara e dà anche un nome a questo demonio: Belzebul, Satana, divisore. Ecco allora la prima verità di questo testo. La seconda verità di questo testo che fa parte sempre di una logica demoniaca è che quando a volte siamo a corto di argomenti, iniziamo ad accusare. È un po’ quello che fanno gli avversari di Gesù: fanno fatica a comprenderlo e allora lo iniziano ad accusare. “È per mezzo di Belzebul, capo dei demoni, che scaccia i demoni”; lo mettono alla prova; gli domandano un segno dal cielo; insomma, stanno sulla strada che ci vede uomini che puntano il dito, che accusano.
E questi sono i segni di chi non è abitato da Dio. L’altra grande verità, ed è la terza, Gesù qui la dice con due metafore molto belle, no? Dice: “Quando un uomo armato, forte, fa la guardia al suo palazzo, si sente al sicuro”; oppure “quando la casa è spazzata e adorna”, diciamo, allora è tutto a posto. E qui è come dire: “Attenzione a sentirci perfetti, a sentirci migliori degli altri, a sentirci forti, perché c’è il rischio di cadere”, no? E Gesù dice: “Vedete, quest’uomo forte, ben armato, fa la guardia, ma poi arriva uno più forte di lui, eh, e gli ruba”. La casa spazzata, spazzata [e] adorna; [politici sotto] invece il demonio torna in quella casa. Quasi a dirci Gesù con queste due metafore dice: “State attenti a non sentirvi a posto, arrivati. Eh, la vita è cammino. La vita è cammino“.
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A me l’immagine che piace è un uomo che fa la guardia, cioè che sta attento, che guarda tutto, cerca di monitorare, cerca di comprendere. E allora sì, è un po’ l’atteggiamento, se volete, della vigilanza. E questa strada ci porta a comprendere che dal timore dobbiamo passare alla fiducia; dal timore alla fiducia, la fiducia verso il Signore; e dobbiamo passare dalla solitudine — e da sentirci solo noi a posto, no? — alla compagnia o se volete anche alla condivisione. Ed infine, passare dal vuoto alla pienezza, cioè dal vuoto di senso, no? O se volete, solo di ragionamenti, eh, ma non di verità. Credo che questo Vangelo, ecco, è come se ci dicesse: “Sii vigile, sii attento, sentiti in cammino”. E allora farai un bellissimo viaggio in compagnia di me. In compagnia — e termino — di quella frase che Papa Leone ha scelto come testo della nuova esortazione apostolica: “Dilexit te”, cioè “ti ho amato”. “Ti ho amato” è una frase biblica molto bella.
Percepire questo: “Ti ho amato e Ti amo e ti amerò sempre” da parte di Dio, ci permette di sentirci veramente in cammino e di sperimentare fiducia, di sperimentare compagnia e di sperimentare anche pienezza e non vuoto. E allora, mai come questa sera, forti, forti, forti, forti, forti, forti! Bene, bene, andiamo avanti. Ci sono due auguri stasera. C’è un augurio a Marco e Titti che fanno 10 anni di matrimonio. Ogni bene. Che il Signore vi benedica, Marco e Titti. E avanti con la vostra famigliola. E poi stasera faccio anche gli auguri a mio papà: 85 anni, eh, 85 anni. L’ho chiamato oggi, ma desidero davvero invitarvi tutti quanti a fare una preghiera per lui. Sapete, ho fatto sempre fatica a dirgli: “Ti voglio bene”. E stasera vorrei dirglielo per questi 85 anni.
Papà, ti voglio bene, e so che stai con Marco e Piero e che ti vogliono un mondo di bene. E quindi avanti, e ringraziamo il Signore per il dono della vita, e io ringrazio il Signore per il dono dei genitori. Buona serata e, per chi si affaccia domani, buona giornata. Buona giornata, brava gente. E viva la pace! E la pace per Israele, la pace per la Palestina. E avanti.
