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p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 10 Ottobre 2024

Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.

Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.

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Buonasera, buonasera, brava gente! Eccoci qui davanti alla casa di Pietro, davanti alla casa di Papa Francesco, il successore degli Apostoli. Ormai vi state abituando, credo, a queste immagini e a questi luoghi che ci ricordano una cosa molto semplice: l’unità, la comunione, ma soprattutto la testimonianza di Pietro, che dona la vita per il suo Maestro. Siamo chiamati anche noi a riscoprire i luoghi della fede, i luoghi del martirio, per comprendere quanta forza c’era in questi uomini e donne della prima ora con Gesù, che hanno dato la vita per Lui.

Qualcuno dice: “Ma qual è la prova dell’esistenza di Dio, dell’esistenza di Gesù?”. Credo che non ci sia testimonianza migliore di chi, stando con Gesù, toccando con mano la sua vita, la sua passione, la sua morte e resurrezione, poi è motivato. È motivato perché dice: “Io so che era il Figlio di Dio e per Lui dono la vita, e niente e nessuno mi separerà dall’amore di Cristo”. È con questa grande consapevolezza che vogliamo accogliere la parola che ci viene donata ogni giorno, come un bicchiere d’acqua che disseta ma dà anche forza alle nostre vite e al nostro cammino, e che fa fiorire la nostra vita, la fa diventare sempre più bella.

E allora, brava gente, ascoltiamo quello che Gesù ci vuole dire dal Vangelo di Luca. In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: “Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: ‘Amico, prestami tre pani perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli’, e se quello dall’interno gli risponde: ‘Non mi importunare! La porta è chiusa e io e i miei bambini siamo a letto; non posso alzarmi per darti i pani’. Vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede, riceve; chi cerca, trova; e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono”.

Buonasera, brava gente. Che cosa ci dice questo Vangelo? Che cosa ci dice questa parola? Un momento, un momento, finisco e poi tutto per voi… Da dove venite? Roma? Romania? Bravi! Piano piano… Aspetta, aspetta che finisco e andiamo avanti.

E allora, brava gente, Gesù continua con i discepoli e continua a fargli comprendere, dopo la preghiera del Padre Nostro, quasi va più in profondità e dice ai discepoli: “Guardate quanto è importante il rapporto con me nella preghiera, con Dio Padre nella preghiera”. E lo fa con un’immagine, penso che immagine migliore non ci sia, perché è l’immagine di un figlio che chiede un pezzo di pane al padre, è l’immagine di una persona che chiede aiuto, e nessuno dirà di no. È straordinario questo: un figlio che chiede al padre un pezzo di pane e il padre glielo darà, no?

È bella l’immagine: quale padre tra voi, se un figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? L’uovo e il pesce erano il cibo principale della gente al tempo di Gesù. Quindi, è letteralmente impossibile che un padre non risponda. Ecco, questo è Dio. Dietro questo si cela una grande consapevolezza. La prima, potremmo dire, è appunto l’atteggiamento di figlio, vivere da figli di Dio. Vivere da figli di Dio è qualcosa di straordinario, perché questo poi ti permette di vedere l’altro come fratello, di riscoprire sempre più la paternità di Dio nelle nostre vite. È semplicemente meravigliosa questa consapevolezza! Più la coltiviamo, più la vita sboccia.

Ancora, l’atteggiamento di umiltà: chi chiede è sempre una persona umile. Ed è vero, ed è verissimo! Questo è l’atteggiamento che poi sfonda tutte le porte. Ancora, un atteggiamento di fiducia: sapete che Dio non ci tradisce, che Gesù non ci tradisce. Di fiducia, cioè io ho fiducia in te. C’è un salmo, il Salmo 100, che dice… adesso non ricordo bene il numero, però è uno dei salmi più brevi del Salterio: “La sua bontà dura in eterno, la fedeltà del Signore per sempre”. Bellissimo, eh?

E l’ultimo atteggiamento: maturare un atteggiamento di accoglienza. Quanto è bello questo atteggiamento, le persone che sanno accogliere! Che accolgono gli imprevisti, che accolgono l’altro, che accolgono le situazioni che accadono. Ho degli amici che manifestano questo atteggiamento, ed è bellissimo. A volte lo invidio quasi, perché è un atteggiamento che è positivo, no? Nella vita gioiscono per tutto quello che fai. Bello, eh? Bello! Ti stanno accanto. Maturiamo questi atteggiamenti. E avanti, avanti!

Anche San Francesco da Sisi, all’inizio del suo cammino e alla fine, con due preghiere, una più bella dell’altra, dice: “O alto e glorioso Dio, illumina il cuore mio, dammi una fede dritta, una speranza certa, carità perfetta. Dammi, Signore, senno e discernimento perché io possa compiere la tua volontà”. Avanti, andiamo avanti forti, forti! Forti, eh! Forti, forti, forti!

Eccoci qua, vado ai saluti. Abbiamo fatto breve, sì? Andiamo avanti, andiamo avanti! Allora, intanto stasera permettetemi di fare gli auguri a mio papà, che ha fatto 84 anni. Eh, gli ho telefonato, gli ho fatto gli auguri, gli abbiamo fatto una sorpresa, noi fratelli, perché lui sta a Scala e gli altri due fratelli stanno a Brescia. Sì, vicino a Brescia. Ed è bellissimo fare una sorpresa a papà, chiamarlo. Insomma, chiamate i vostri genitori, lo dico a tanti giovani: chiamate i vostri genitori, fategli una telefonata ogni tanto, perché gli date anni di vita. Sappiatelo, eh, gli date anni di vita.

E allora, Giovanna e famiglia vorrebbero gli auguri per i 34 anni di Dario. Ogni bene, Dario, avanti e coraggio! Barbara vorrebbe gli auguri per il nipote Alessio, 21 anni. Alessio, ogni bene, 21 anni, super maggiorenne, eh! Coraggio! Un abbraccione forte. Rosi e Alessandro vorrebbero gli auguri per i 9 anni di matrimonio. Ogni bene anche a voi! Eh, 9 anni di matrimonio, insomma, andate avanti, andate avanti! Eh, stiamo alle prime battute. Penso a ieri che abbiamo fatto 50, 60, 49 anni di matrimonio. Coraggio, eh, il Signore vi benedica.

Bene, allora, vi ricordo una cosa importantissima: Enzo chiocciola buongiorno brava gente, punto it. Mandate il vostro indirizzo per chiedere la nuova rivista, il nuovo magazine di Papa Francesco di questa Basilica, che si chiamerà Piazza San Pietro. Piazza San Pietro, poi la presenteremo ufficialmente. Però chi lo desidera, chi ha la possibilità, può fare l’abbonamento; chi non ha la possibilità e desidera questo strumento, mi dica: “C’è, Enzo, tu lo sai”, e non vi preoccupate.

Ok, forti, forti, forti, eh! E avanti, avanti, avanti!