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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 10 Ottobre 2024

Immaginate di bussare alla porta di un amico nel cuore della notte. Avete un bisogno urgente e sapete che solo lui può aiutarvi. Forse esitate, temendo di disturbare. Ma alla fine bussate, perché la vostra amicizia è forte e sapete che lui capirà.

Gesù ci racconta questa storia non per dirci che Dio è infinitamente più disponibile e premuroso di qualsiasi amico terreno.

A volte pensiamo a Dio come a una figura distante, severa, forse persino come un rivale che limita la nostra libertà. Ma Gesù ci mostra un’immagine completamente diversa: Dio è il nostro amico più intimo, sempre sveglio, sempre in ascolto, sempre pronto ad aiutarci. “Chiedete e vi sarà dato”, ci dice Gesù. Non è un invito a tempestare Dio di richieste egoistiche, ma un incoraggiamento a fidarci di Lui, a condividere con Lui le nostre preoccupazioni, i nostri sogni, le nostre paure. Come faremmo con un amico carissimo.

L’immagine di Dio come amico cambia tutto. Non dobbiamo temere di avvicinarci a Lui. Non dobbiamo pensare che le nostre richieste lo infastidiscano.

Pregare diventa allora come chiacchierare con un amico. Possiamo essere totalmente noi stessi, senza maschere. Possiamo ridere, piangere, arrabbiarci, gioire. Dio ci ascolta, ci comprende, ci sostiene.

Oggi, proviamo a guardare a Dio in questo modo nuovo. Non come un giudice severo o un rivale, ma come l’Amico più fedele, sempre pronto ad accoglierci, ad ascoltarci, a darci ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Un Amico che non dorme mai e la cui porta è sempre aperta.

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