Tutti i pellegrini in Terra Santa sanno bene che leggere il Vangelo in quei luoghi facilita la comprensione di molte sue pagine a motivo dei contorni piรน precisi che esse assumono. Il Vangelo di questa domenica rientra tra queste. Lโevangelista Luca ci presenta il viaggio di Gesรน verso Gerusalemme, e possiamo immaginare le strade polverose e assolate, talora in mezzo a un deserto sassoso come quello di Giuda, che salgono verso il monte Sion, agognata meta per ogni pio ebreo. Gesรน era appena uscito dalla casa di uno dei capi dei farisei, ove aveva partecipato a un banchetto, durante il quale non erano mancate parole decise e taglienti.
Riprendeva il cammino seguito da molta folla. Accorgendosi che tanti lo seguivano, Gesรน โsi voltรฒโ per guardarli. Non รจ una semplice notazione di cronaca. In quel โvoltarsiโ cโรจ tutta la passione di Gesรน per la gente. Quante volte ha ripetuto a coloro che lo seguivano che non era venuto per se stesso, ma per loro! Da allora Gesรน non cessa di โvoltarsiโ verso le folle stanche e sfinite di questo mondo. Le folle di ieri e quelle di oggi. E tra esse, anche noi.
- Pubblicitร -
Ogni volta, infatti, che ci viene annunciato il Vangelo, particolarmente nella Liturgia eucaristica domenicale, si attua nuovamente questo โvoltarsiโ di Gesรน. La sua parola รจ detta per noi; รจ proclamata per raggiungere e commuovere il nostro cuore. Il โvoltarsiโ di Gesรน รจ un voltarsi serio, come serio รจ il suo amore. Egli si รจ assunto a tal punto la nostra causa da dare la sua stessa vita per noi. Ma pretende da noi altrettanta serietร nel seguirlo: โSe uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la propria vita, non puรฒ essere mio discepoloโ (v. 26). Sono le condizioni per seguire Gesรน.
In nessun altro punto del Vangelo si parla con tanta serietร della sequela. A differenza del brano analogo di Matteo (10,37), Luca enumera dettagliatamente i vari rapporti di parentela, sembra non volerne escludere nessuno; e tutti sottostanno allโurtante verbo โodiareโ. Per essere miei discepoli, dice Gesรน, non basta venire dietro a me fisicamente e affrontare anche qualche sacrificio; รจ necessario troncare con un taglio netto tutti i legami col passato, sino ad โodiareโ padre, madre, moglie, figli, fratelli, sorelle e persino se stessi! Non cโรจ dubbio che si tratta di parole a prima vista durissime, tanto da sembrare impossibile che siano uscite dalla bocca di Gesรน. Eppure sono lรฌ, chiare e inequivocabili.
ร certamente vero che si tratta di espressioni da collocare nel contesto linguistico semitico che manca del comparativo relativo, per cui lโessenza della frase โamare menoโ diventa, quasi automaticamente, โodiareโ.
Questa รจ lโinterpretazione comune di questo brano. Tuttavia, lโespressione โodiareโ non va neutralizzata con troppa facilitร . La pretesa di Gesรน รจ e resta estremamente dura in se stessa. Una interpretazione semplicemente etica della parola (rifiuto del comandamento dellโamore, oppure critica nei confronti del quarto comandamento del decalogo) non coglie lโessenza della richiesta evangelica. Gesรน e il Regno di Dio esigono lโannullamento di tutti gli ordinamenti di vita valevoli fino a quel momento, per crearne di nuovi.
ร a partire dalla scelta radicale per Gesรน che debbono rinascere i rapporti, anche quelli familiari. Chi volesse amare Gesรน alla pari di altri affetti, non amerร in modo serio nessuno dei due. La radicalitร della scelta per il Signore รจ quindi la sostanza di questo brano evangelico. Il versetto seguente lo chiarisce: โChi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non puรฒ essere mio discepoloโ (v. 27). Gesรน pronuncia questa frase mentre cammina verso Gerusalemme, ove lo attende, appunto, la croce.
Ebbene, โandare dietro a Gesรนโ vuol dire partecipare al suo destino, essere una cosa sola con lui. Non รจ cosa facile e a poco prezzo. Nellโintraprendere questa strada รจ necessario riflettere con cura e valutare le proprie scelte. Gesรน chiarisce questo concetto con due esempi tratti dalla vita quotidiana. Lโuomo che vuole costruire un fabbricato calcola con cura se le sue disponibilitร finanziarie sono sufficienti per realizzare lโimpresa; cosรฌ pure un re, prima di fare una guerra, valuta se con le sue forze potrร sconfiggere il nemico, altrimenti negozia le condizioni di pace prima che sia troppo tardi.
Non si tratta qui di calcoli da fare quasi ci fosse unโalternativa nel seguire il Signore. Tuttโaltro. Gesรน chiude affermando: โCosรฌ chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non puรฒ essere mio discepoloโ (v. 33). Sembra che lโunico calcolo da fare sia, appunto, rinunciare a tutto per scegliere Gesรน ed essere suoi discepoli. E questo non รจ un fatto banale; รจ la cosa piรน tremendamente seria della nostra vita.
Per gentile concessione di mons. Paglia. FONTE
Qui tutti i commenti al Vangelo delle domeniche precedenti di mons. Vincenzo Paglia



