mons. Vincenzo Paglia – Commento al Vangelo del 13 Febbraio 2022

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Questa domenica possiamo chiamarla la ยซdomenica delle beatitudini o della felicitร ยป. Gesรน, dopo aver passato la notte in preghiera, scende dal monte e si trova di fronte una numerosissima folla: tutti volevano ascoltarlo, toccarlo, sentirlo vicino. Lโ€™evangelista nota, con un certo stupore, che anche persone ยซtormentate dagli spiriti impuriยป erano accorse per essere liberate dalla loro malattia.

Tutti aspettavano una vita nuova, migliore e speravano di trovarla attraverso quel giovane profeta venuto da Nazareth: ยซDa lui usciva una forza che guariva tuttiยป.
Gesรน, vedendo quella folla, decise di inaugurare una nuova fase della sua missione con uno dei discorsi piรน importanti e sconvolgenti, quello delle Beatitudini. Non รจ un manifesto di una nuova ideologia; tanto meno unโ€™esortazione per pochi eroi. Sono parole dirette a quei poveri, a quella gente che piangeva, a coloro che erano insultati e rifiutati, a chi mendicava un gesto per sรฉ, a chi cercava di toccare con le mani almeno il lembo del mantello di quel profeta.

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La beatitudine non nasceva perรฒ dalla loro condizione di miseria o di malattia. La beatitudine si realizza perchรฉ Dio ha scelto di occuparsi di loro, prima che di altri. รˆ questo il tempo nuovo che Gesรน instaura: Dio dร  il pane a chi ha fame, trasforma in gioia il pianto degli afflitti e in allegrezza la tristezza dei disperati. Il regno รจ dei poveri, sin da ora, perchรฉ Dio sta con loro. Il Vangelo non si lascia andare a un facile e superficiale moralismo circa i ยซpoveri buoniยป, quasi che la condizione disagevole renda moralmente migliori degli altri.

No; i poveri sono come tutti noi, buoni e cattivi. La beatitudine nasce dallโ€™avere Dio vicino perchรฉ si รจ poveri. La stessa cosa accade ai malati e ai deboli, ai prigionieri e ai carcerati. Tutti costoro, presi dal dramma della sofferenza, non debbono essere piรน disperati: Dio li ha scelti come suoi primi amici e su di loro riversa abbondante la sua misericordia.

Il Vangelo, perciรฒ, con un procedimento a contrasto, aggiunge ai quattro ยซbeati voiยป, altri quattro ยซguai a voiยป: guai a voi ricchi, guai a voi sazi, guai a voi che ora ridete, guai a voi quando tutti vi diranno bene. ยซGuaiยป, perchรฉ in questi momenti รจ piรน facile sentirsi autosufficienti e per nulla bisognosi, neppure di Dio.

Il ricco, che รจ in ognuno di noi, rischia di essere talmente ripiegato su di sรฉ da restarne imprigionato. ยซGuai a noiยป, quando lasciamo prevalere il ricco chโ€™รจ in noi. Gesรน non vuole esaltare la povertร  in se stessa e neppure condannare la ricchezza in se stessa. La salvezza, non dipende dal proprio stato, ma nel sentirsi, o meglio nellโ€™essere, figlio di Dio. Se noi ricchi ci avviciniamo a Dio, i poveri saranno beati, perchรฉ assieme al Signore avranno vicini anche noi come loro fratelli.


Per gentile concessione di mons. Paglia. – FONTE