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mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 16 Marzo 2025

Dio è tutto

Mettiamo i nostri passi in quelli di Papa Francesco che ci esorta a camminare in questa quaresima nella fede e nella speranza. Anche in questa seconda tappa di preparazione alla Pasqua lasciamoci condurre dalla Parola di Dio.

Per prima cosa ci viene richiamata la fede di Abramo che contempla le stelle del cielo, tra cui ci siamo anche noi, anche io, … una stella nel firmamento dei credenti. Dio si presenta: “Io sono il Signore!” e Abramo risponde offrendo un sacrificio. Dio, a sua volta, manda il fuoco che divora la vittima e in quel giorno conclude l’Alleanza con Abramo.

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Siamo figli di Abramo, alleati per sempre con Dio. La Chiesa ci insegna a pregare così: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore”. La nostra storia è delineata: vivere di fede, nella fede di Abramo.

Gesù invita anche noi come Pietro, Giacomo e Giovanni a seguirlo sul monte Tabor perché vuole parlarci della sua resurrezione e lo fa trasfigurandosi dinanzi a noi. Ci sono Mosè ed Elia come testimoni della sua passione. Egli si prepara ad affrontare la prova che lo attende a Gerusalemme, come una specie di Battesimo. Gesù è il nuovo Mosè, la sua realizzazione piena. Mosè passò il Mar Rosso per salvare il suo popolo e Gesù per condurci definitivamente al Padre. Gesù è il nuovo Elia “venuto a portare il fuoco sulla terra”. Il Padre presenta Gesù che viene trasfigurato nella gloria per la sua obbedienza fiduciosa alla Sua volontà e per attuare quel passaggio dalla morte alla vita in cui porterà con sé tutto il suo popolo.

Come gli apostoli contempliamo estasiati Gesù trasfigurato, bellissimo, desiderando come Pietro di “restare sempre lassù”. Ma ascoltiamo San Paolo che ci dice: “Il Signore Gesù trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso” e “Rimanete saldi nel Signore”.

La trasfigurazione è la meta del nostro corpo mortale e non soltanto dopo la morte a seguito della resurrezione, ma fin da questo mondo la fede è trasfigurante, cambia il volto dell’uomo. Essere belli è il desiderio di tutti. Ma la bellezza spirituale non è frutto di un trucco di tipo cosmetico, che faccia cambiare aspetto. È cambiamento interiore che appare anche esternamente. La Grazia trasfigura; lo Spirito santo, presente nei nostri corpi mortali, perché abita la nostra anima, opera il cambiamento dei nostri volti perché siamo “predestinati ad essere conformi all’immagine di Cristo”.

La trasfigurazione, come cristificazione e quindi il cambiamento anche esterno della persona è tipico della spiritualità dei nostri fratelli orientali ed è vero. Non è neppure rara l’esperienza quando abbiamo contatto con una persona spirituale dalla cui figura traspare una certa trascendenza che crea pace e benessere in chi è vicino, un’atmosfera spirituale che sembra di vedere l’anima.

Più volte ho avuta l’occasione di avvicinare anime piene di Dio; si percepiva il divino. Non dimenticherò mai i miei contatti con Papa Wojtyła; ero curioso ogni volta di vedere come trasparisse Pietro anche nelle situazioni più normali. I miei numerosi incontri con Madre Teresa di Calcutta e con la Piccola Sorella Magdeleine erano esperienze che mi facevano sentire migliore. Ma anche la gioia di trovarmi, purtroppo raramente, a cena con i miei anziani genitori, mi faceva sentire il profumo di Nazareth.

Quando si dice “è la bellezza che salva” si dice questo. La bellezza vera è Dio e il cristiano è chiamato ad essere testimone della Sua Presenza, ad essere “il profumo di Cristo”, ha l’incarico di rendere più bello il mondo anticipandone la trasfigurazione che avverrà al Suo ritorno.

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