L’esempio della vedova
Nel Vangelo, che รจ il racconto della vita di Gesรน e dei suoi primi compagni, appaiono anche alcune figure minori. Una di queste รจ la povera vedova che Gesรน osserva deporre il suo obolo nel tesoro del tempio. Questo episodio รจ davvero minore, tantโรจ vero che Matteo, riscrivendo Marco, lo omette, non si sente neppure tenuto a ricordarlo. Ma Luca gli riserva una particolare attenzione, perchรฉ per lui ha una grande importanza proprio lโesempio della vedova.
Infatti, non รจ la sola volta che questa figura compare, nel terzo Vangelo; anzi, fin dallโinizio, nel Vangelo di Luca, compare una vedova chiamata per nome, con un nome proprio: โCโera anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribรน di Asher; era molto avanzata in etร , aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, poi era rimasta vedovaโ (Lc 2,36-37).
Quando noi pensiamo ad una figura femminile esemplare, pensiamo anzitutto a una giovane vergine, come Maria di Nazareth. Ma san Luca vuole proporci come esemplare anche una vedova, cioรจ una donna che ha vissuto per un certo tempo con il marito, ma poi โรจ rimasta solaโ (memonomรจne), come san Paolo definisce โcolei che รจ veramente vedovaโ (1Tm 5,4).
Questa donna ha vissuto abbastanza con un uomo da interiorizzarne la presenza maschile, ed รจ โveramente vedovaโ, ossia una donna forte, quasi una monaca, e quindi capace di โconsacrarsi allโorazione e alla preghiera giorno e notteโ (vedi, ancora, 1Tm 5,4). Infatti, per Luca, il modello di una preghiera insistente รจ proprio quello che ci viene offerto da una vedova. In una cittร viveva un giudice e cโera anche una vedova, che esigeva da lui giustizia (cf. Lc 18,2-3). Ricordiamo il ragionamento di questo giudice, che fa un poโ il contraltare di Dio: โDato che questa vedova mi dร tanto fastidio, le farรฒ giustizia, perchรฉ non venga continuamente a importunarmiโ (Lc 18,5). La perseveranza di questa vedova รจ tale da risultare perfino inopportuna, e la morale รจ proprio questa: โE Dio non farร forse giustizia ai suoi eletti, che gridano a lui giorno e notte?โ (Lc 18,7).
La prima qualitร di una donna veramente vedova รจ dunque la preghiera perseverante, incessante, โsenza stancarsi maiโ. E non รจ affatto scontato che si trovi ancora sulla terra una fede cosรฌ grande come quella di una vedova. ร la fede di chi ha forse perduto il suo amore umano, ma lo ha conservato e sublimato in un amore ancora piรน grande.
E poi, ci insegna il Vangelo, cโรจ un altro motivo per cui la vedova รจ anche per noi una figura esemplare: ed รจ la sua generositร . Una vedova รจ quasi sempre povera, รจ una persona socialmente sprovveduta, senza lโaiuto del marito. Ma non ha neppure il pensiero di provvedere a un altro, oltre che a sรฉ stessa: รจ padrona di sรฉ, di quello che possiede, ed รจ capace di offrirlo nella maniera piรน disinteressata.
Questa povera vedova, โnella sua miseria, ha gettato [nel tesoro del tempio, quindi ha offerto a Dio] tutto quello che aveva per vivereโ. Ossia, letteralmente, โtutta la sua vitaโ. Che cosโรจ โtutta la nostra vitaโ se non qualcosa che, possedendolo, perdiamo e, donandolo, guadagniamo (cf. Lc 9,24; 17,33)?
fratel Alberto
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
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