Per preparare al Signore un popolo ben disposto
Celebriamo oggi la nascita di Giovanni il Battista. I vangeli concordano nel presentarlo come colui che ha preceduto Gesù nella predicazione e nella morte, la voce nella quale riecheggiano le parole degli antichi profeti e le attese di un giudizio di Dio, l’elemento di congiunzione tra la prima e la nuova alleanza. Anche Paolo ne parla in modo simile nei suoi discorsi: “Dalla discendenza di (Davide), secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele” (At 13,23-24).
Giovanni è un personaggio noto nella storia antica e testimonianze non scritturistiche lo presentano negli stessi termini : “Erode aveva ucciso quest’uomo buono che esortava i Giudei a una vita corretta, alla pratica della giustizia reciproca, alla pietà verso Dio, e così facendo si disponessero al battesimo” (Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche Libro XVIII:117).
Luca soltanto ci riferisce il racconto della sua nascita, ci parla dei suoi genitori: “Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Erano entrambi giusti agli occhi di Dio, camminando irreprensibili in tutti i comandamenti e le leggi del Signore” (Lc 1,5-6).
Luca precisa che, pur in quei tempi difficili, ci sono dei giusti in Israele e lo ripeterà anche a proposito di Simeone, l’anziano giusto e pio che accoglierà Gesù nelle sue braccia, al Tempio (2,25). Luca inoltre sottolinea un’altra presenza: l’angelo annunciando a Zaccaria la nascita del figlio dice: “molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore;.. sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto” (Lc 1,14-17). Sembra che la capacità di ricondurre al Signore sia legata alla presenza dello Spirito. C’è un Israele giusto e povero nel quale l’osservanza della legge e l’apertura allo Spirito santo si incontrano.
Sì, il Signore ha fatto, fa misericordia – questo è il significato del nome Giovanni – in un duplice senso: ricordandosi delle promesse ai padri e dell’alleanza e, come canta Zaccaria, concedendo ai suoi servi “di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i giorni” della loro vita (Lc 1,74-75). Lontano dal Tempio, nel deserto, Giovanni assolverà alla funzione sacerdotale di santificare il popolo, preparandolo all’osservanza della giustizia e alla docilità allo Spirito, additando la salvezza portata da Gesù e annunciando la missione degli apostoli nel mondo.
sorella Raffaela
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
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