Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 2 Luglio 2022

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Digiuno, vino e abito nuovi

La tavola รจ per Gesรน luogo privilegiato di incontro e di racconto, ove tra un boccone di pane e un calice di vino si affrontano i temi piรน variegati con persone le piรน diversificate. Tanto da essere considerato โ€œ un mangione e un beone, un amico dei pubblicani e dei peccatoriโ€ (Mt 11,19), questo il contesto in cui vanno inseriti i versetti del Vangelo odierno,ย un banchetto in casa di Matteo il pubblicano in seguito alla sua chiamata con pubblicani, peccatori e discepoli. Pasto con i fuorilegge in obbedienza al principio: โ€œMisericordia voglio e non sacrificioโ€ (Mt 9,9.13).

Questa la differenza tra Gesรน e i benpensanti: questi ultimi legano il comportarsi bene allโ€™essere degni della loro compagnia a tavola, il primo nel sedersi a tavola con loroย rivela la sua volontร  di bene nei loro confronti, e chissร  che qualcosa non cambi. Ad un certo punto i discepoli di Giovanni che osservavano a distanza si avvicinano e dicono a Gesรน: โ€œPerchรฉ noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?โ€ (Mt 9,14).ย 

A dire il vero la Torah, la Legge, prescriveva un solo giorno di digiuno allโ€™anno, lo Yom Kippur, il Giorno dellโ€™espiazione, ma discepoli di Giovanni e farisei ne estesero la pratica al lunedรฌ, al giovedรฌ e altre circostanze.ย Pratica ascetica che favorisce lโ€™avvicinarsi del Regno di Dio ove finalmente si digiunerร  dal male e dalla morte.

Gesรน nella sua risposta introduce un fatto nuovo legato al presente: โ€Possono forse gli invitati a nozze, i figli delle nozze, essere in lutto finchรฉ lo sposo รจ con loro?โ€ (Mt 9,15).ย Gesรน รจ consapevole di essere lo Sposo inviato a Israele-umanitร  quale buone notiziaย (cf. Mt 3,16-17), dolce musica (cf. Mt 11,17) e peso leggero (cf. Mt 11,28-30), lโ€™incontro con lui libera pertanto il tempo dalla nota del lutto, simboleggiato dal digiuno, e lo introduce nella gioia, di cui il pasteggiare insieme รจ segno, medicina per i peccatori, i pubblicani, i discepoli e per chiunque accolga lโ€™invito.ย 

Ma Gesรน รจ altresรฌ consapevole che il suo giorno storico รจ limitato e sarร  tolto violentemente ai suoi e al mondo: โ€œMa verranno giorni quando lo sposo sarร  loro tolto, e allora digiunerannoโ€ (Mt 9,15), i giorni della croce e della ascesa per sempre alla destra del Padre.ย Digiuno indice di una venatura: del suo volto, atteso e invocatoย (cf. 1Cor 16,21; Ap 22,20), della sua parola che apre la vita al senso (cf. Mt 4,4), di fame e sete di giustizia digiunando dallโ€™ingiustizia ( Mt 5,6; Is 58).ย Digiuno inoltre come distanza dal pane per coglierne il senso profondo: svelamento della nostra dipendenza dal pane, sazia la nostra fame, dono che domanda di essere condiviso, รจ โ€˜nostroโ€™ (cf. Mt 6,11), segno che ci rivela a noi stessi, un pezzo di pane donato da Dio in Cristo per la fame dellโ€™uomo.ย 

Gesรน non abolisce il digiuno, domanda che sia vissuto in segreto per non farsene un merito e nella gioiaย (cf. Mt 6,16-18), riconosce il suo carattere evocativo di cose altre e lo inserisce allโ€™interno della novitร  da lui portata. Gesรน รจ venuto a portare il vino nuovo del Vangelo che, ove accolto, genera otri nuovi, cuori cioรจ nuovi detti allโ€™esterno da un abito nuovo,ย un esistere evangelico capace di digiuno. Da che cosa? Dal vivere lontani dal proprio Sposo, dal non ascoltare la sua parola, dalla non fame e sete della sua giustizia, dalla non passione della sua misericordia che tutti abbraccia. Un giร  qui e ora in attesa della sua piena fioritura: โ€œVenga il tuo regnoโ€ (Mt 6,10). Gesรน non รจ venuto a rattoppare ma a rinnovare, a far digiunare da ciรฒ che impedisce al nuovo di emergere.

fratel Giancarlo


Fonte

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