Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 2 Luglio 2021

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Un nuovo inizio

Una parola, un imperativo: โ€œSeguimi!โ€, ed un duplice gesto di resurrezione e di sequela: โ€œEd egli, alzatosi, lo seguรฌโ€. โ€œAlzatosiโ€ (anastรกs) รจ un verbo che dice non solo la stazione eretta, ma anche lโ€™atto del risorgere. La chiamata รจ un movimento di resurrezione, dalla stasi al moto, dal sonno alla veglia, dalla morte alla vita.

Il vangelo non si attarda ad esaminare il โ€œfrattempoโ€ interiore di Matteo, fra lโ€™appello ricevuto e la sua risposta: non cโ€™รจ spazio per unโ€™analisi psicologica, spirituale, interiore o storico-sociologica. Cโ€™รจ unโ€™immediatezza che sorprende, in quella risposta silenziosa, senza parole, tutta concentrata nel duplice gesto del corpo, che si leva e sโ€™incammina. La narrazione evangelica non soppesa le ragioni della scelta che possono aver abitato il cuore di Matteo. โ€œCโ€™รจ una sola ragione valida per questa corrispondenza tra chiamata e azione: Gesรน Cristo stesso. รˆ lui che chiama. Perciรฒ il pubblicano lo segue. Questo incontro attesta lโ€™autoritร  di Gesรน incondizionata, immediata e ingiustificabile. Nulla precede questo incontro e nulla segue se non lโ€™obbedienza del chiamatoโ€ (D. Bonhoeffer).

Anche lโ€™invito di Gesรน alla sequela รจ scarno, minimalista, tutto racchiuso nellโ€™esigenza e nel peso di una sola parola: seguire. Ma nulla si dice sullโ€™opportunitร  di tale sequela, su rischi e vantaggi, sullโ€™itinerario e sulla meta del cammino. Lโ€™unico oggetto della sequela, lโ€™unico centro di gravitร , lโ€™unico senso del cammino รจ Lui, il Cristo: seguirlo significa mettere i propri passi sulle sue orme, ovunque egli vada (cf. Mt 8,19). Commentava Beda il Venerabile: โ€œGesรน vide un uomo, chiamato Matteo, lo vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontร  interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardรฒ con sentimento di amore e lo scelse (miserando atque eligendo), gli disse: โ€˜Seguimiโ€™. Seguimi, disse, non tanto col movimento dei piedi, quanto con la pratica della vitaโ€.

Il Signore che chiama non dice altro, se non: โ€œSeguimiโ€. โ€œCamminare dietro a lui รจ, in fondo, qualcosa senza contenuto. Non รจ certo un programma di vita, la cui realizzazione possa sembrare ragionevole; non รจ una meta, un ideale a cui si possa tendere. Non รจ una cosa per cui, secondo lโ€™opinione degli uomini, valga la pena impegnare qualcosa, e tanto meno se stessiโ€ (D. Bonhoeffer).

โ€œEd egli, alzatosi, lo seguรฌโ€. Lโ€™adesione a Cristo segna un nuovo inizio: รจ lโ€™avvio di unโ€™esistenza inedita, la possibilitร  di un ri-cominciamento, quasi un nascere di nuovo, muovendo i passi sulla via dei paradossi di Dio, come insegna ancora Bonhoeffer: โ€œSi fa un taglio netto e semplicemente ci si incammina. Si รจ chiamati fuori e bisogna โ€˜venir fuoriโ€™ dallโ€™esistenza condotta fino a questo giorno. Il passato resta indietro, lo si lascia completamente.

Il discepolo viene gettato dalla sicurezza relativa della vita nellโ€™assoluta mancanza di sicurezza (ma, in realtร , nellโ€™assoluta sicurezza e tranquillitร  della comunione con Gesรน); da una situazione di cui ci si puรฒ rendere conto e che si puรฒ valutare (ma in realtร  del tutto imprevedibile), in una esistenza imprevedibile, esposta al caso (ma in realtร  lโ€™unica determinata dalla necessitร  e valutabile); dallโ€™ambito delle possibilitร  limitate (ma in realtร  infinite) nellโ€™ambito delle possibilitร  illimitate (ma di fatto nellโ€™unica realtร  veramente liberatrice). Questo non รจ nullโ€™altro che il vincolo che lega solo a Gesรน Cristo, cioรจ appunto la completa rottura con ogni piano programmato, ogni aspirazione idealistica, ogni legalismo. Perciรฒ non si puรฒ dare altro contenuto, perchรฉ Gesรน Cristo รจ lโ€™unico contenuto. Accanto a Gesรน non possono esserci altri contenuti: Lui stesso รจ il contenutoโ€.

fratel Emanuele


Fonte

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