โEuthรบsโ: subito, immediatamente, senza indugio, senza esitazione, prontamente, allโistante, sollecitamente, tempestivamente, di colpo, velocemente, in brevissimo tempo, rapidamente, prestissimo, in fretta, senza ritardo, improvvisamente, in un attimo, in un baleno, nรฉ prima nรฉ dopo, ora, adesso, โmoโ direbbe Dante e buona parte degli abitanti del centro-sud Italia.
Il Vangelo secondo Marco dร a questo piccolo avverbio di tempo, presente quarantuno volte nellโintero libro, unโimportanza teologica incredibile, segnalando la potente irruzione del regno di Dio nella storia di Gesรน di Nazaret. Gesรน che allโinizio del suo ministero รจ stato subito sospinto nel deserto dallo Spirito, ha fretta di chiamare i suoi discepoli e di insegnare la buona notizia. Ha fretta di percorrere il territorio e di incontrare le persone e in particolare i malati, i poveri, gli ultimi. Fretta di scacciare la lebbra e di offrire cura ai tanti malati deturpati anche dalla segregazione religiosa e dallโesclusione sociale. Fretta di smascherare lโipocrisia degli avversari che lo accusano. Fretta dunque di agire e annunciare il Regno spargendo vita.
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Il brano di oggi chiarisce questa fretta congenita di Gesรน. Egli non rinchiude i suoi discepoli nelle morse della seduzione, del controllo, della dipendenza mortifera, ma li โcostringeโ subito a continuare il cammino anche senza di lui, precedendolo sullโaltra riva, verso Betsaida, con un atto di fiducia che libera da quelle maglie psicologiche che immobilizzano e rendono gli uomini eterni infanti.
La fretta di Gesรน non รจ forsennata nรฉ ansiosa: Gesรน trova il tempo per fermarsi, andare sul monte, quel luogo in disparte a lui caro, nella solitudine, e pregare. La fretta โescatologicaโ di Gesรน si nutre dellโintimitร โteologicaโ con il Padre nelle ore lente del nascondimento. La sollecitudine del โsubitoโ non nasce da un capriccio fugace e spasmodico di chi tutto pretende, a proprio uso e consumo e senza che gli altri esistano, ma dal tendere lโorecchio nel silenzio per ascoltare il desiderio profondo del Padre, desiderio di bene per lโumanitร intera, nessuno escluso.
Teso lโorecchio verso il Padre, Gesรน รจ perciรฒ anche attento a sentire il grido di angoscia dei suoi, che calata la tempesta sul lago, hanno il vento contrario, non hanno piรน forze per remare e sono in preda alla paura e alla disperazione. La comunione vera con Dio si traduce necessariamente nellโโI careโ, motto caro a don Lorenzo Milani, โmi importaโ, โmi sta a cuoreโ, โmi prendo curaโ, contrapposto al โme ne fregoโ dei fascismi di tutti i tempi.
Nel buio della notte, Gesรน si incammina sulle acque verso i discepoli in preda al panico e sembra scegliere la via della spettacolarizzazione, in realtร li โcostringeโ ancora una volta ad alfabetizzare fino in fondo tutto il loro grido di oppressione e di angoscia: โร un fantasma!โ. Gesรน che ha spinto i suoi a precederlo sullโaltra riva, ora semplicemente โpassa accantoโ, lui il Signore risorto, per annunciare subito la sua presenza rappacificante e incoraggiarli a non aver paura. Salito sulla barca il vento cessa, la comunione con la natura รจ ristabilita.
Gesรน non offre soluzioni facili. I suoi gesti non sono le gesta di un sovrano potente, ma le azioni di un uomo che incarna il volto compassionevole del Padre, che invita a condividere il pane e a liberarsi dai fantasmi e dalle immagini perverse di Dio che ci portiamo dentro. Siamo chiamati anche noi oggi a convertire il nostro sguardo, a vedere in Gesรน il Dio della compassione e non della magia e del potere. E se oseremo toccare il lembo del suo mantello, faremo anche noi lโesperienza di essere salvati. Subito.
fratel Giandomenico
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Mc 6, 53-56
Dal Vangelo secondoย Marco
In quel tempo, Gesรน e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennรจsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E lร dove giungeva, in villaggi o cittร o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
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