Il sordomuto dall’incontro con Gesù ritorna a sentire e a parlare. Per anni aveva vissuto nel silenzio totale e tante volte anche noi arriviamo a “non sentire niente”: i dubbi si amplificano e talvolta sembra di vivere in una bolla. Gli altri e il Signore squarciano quel silenzio.
Non possiamo sentire chiaramente la voce del Signore come quel sordomuto, ma possiamo riconoscerne la presenza, la vicinanza, i momenti in cui viene a contatto con noi, in cui capiamo che “è il Signore”.
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È bello che il sordomuto sia portato a Gesù da altri, che lo implorano affinché faccia qualcosa, e Lui non resta indifferente: agisce per il bene di quell’uomo e fa bene ogni cosa. Pregare gli uni per gli altri ci porta dritti dal Signore, ci fa scoprire la bellezza di essere fratelli e figli di Dio.
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