Quando Gesù ha fatto intendere ai suoi discepoli, ai suoi amici, che sarebbe tornato al Padre, devono esserci rimasti un po’ male – con la consapevolezza che non lo avrebbero più visto né ascoltato. E forse proprio per questo le parole di Gesù suonano un po’ come delle rassicurazioni e delle raccomandazioni.
È vero che per certi versi noi ci sentiamo lontani anni luce da quella quotidianità condivisa dal gruppo di apostoli con Gesù, che noi non possiamo vedere in carne ed ossa; ma quel Dio che si è fatto carne in Cristo è con noi, ora, nello spirito.
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Grazie alla Pentecoste la nostra vita può davvero essere una vita in unione profonda con il Dio uno e trino che Cristo ci ha fatto conoscere – una vita in cui tutto diventa preghiera perché tutto è vissuto alla presenza del Signore.
Se sappiamo farGli spazio nel nostro cuore, nelle nostre relazioni, nelle nostre giornate, Dio prende dimora in noi, inizia ad abitare le nostre azioni e i nostri pensieri – ed è lo Spirito che ci suggerisce cosa fare, cosa dire, dove andare.
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