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Giorgio Schiavo – Commento al Vangelo del giorno, 4 novembre 2025

La Missione di Salvezza e le Povertà Contemporanee

Giorgio offre una meditazione incentrata principalmente sulla missione di Dio e l’estensione della salvezza a tutti, specialmente agli emarginati. La riflessione paragona il rifiuto della salvezza da parte di Israele, che ha portato alla sua diffusione globale, alla situazione contemporanea di due grandi povertà: quella economica e quella spirituale, ovvero l’incapacità di trasmettere fede e valori.

Interroga l’ascoltatore sul valore di sacrificare il proprio benessere fisico e spirituale per il lavoro frenetico, richiamando l’episodio biblico di Marta e Maria. Il messaggio culmina con l’esortazione a nutrirsi della Parola di Dio e a formare un unico corpo in Cristo, come insegnato da San Paolo, dove ogni individuo è chiamato a servire gli altri con i propri doni.

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Trascrizione del video.

Pace e bene.

Il racconto di oggi ci raffigura nient’altro che la missione del Dio trinitario che invia il Figlio al popolo di Israele per offrirgli la salvezza. Ma questa salvezza sappiamo che viene rifiutata. È grazie a questo rifiuto, però, che la salvezza si estenderà a tutto il mondo.

Gli ultimi del racconto—i poveri, i ciechi e gli zoppi, coloro che sono dimenticati ed emarginati—parteciperanno al banchetto di Dio.

Al giorno d’oggi ci sono due povertà dilaganti: la povertà economica, della quale fanno parte sempre di più anche le famiglie italiane, e la povertà spirituale, cioè non siamo più capaci di trasmettere i valori e la fede alle nuove generazioni. Non possiamo negarcelo.

La società di oggi vive con più frenesia e facciamo di tutto per stare al passo con gli altri, altrimenti c’è rischio di rimanere fuori, come gli emarginati di Gerusalemme.

Mi sorge a questo punto una domanda: vale la pena distruggere il proprio corpo per lavorare ad alti ritmi, sapendo che un domani potrei avere delle conseguenze fisiche, relazionali e spirituali? E Gesù non ha forse detto a Marta, quando era suo ospite, che preoccupandosi solamente delle faccende di casa si sarebbe persa della parte migliore, che è la parola di Dio?

Nei primi versetti del Vangelo di oggi sta scritto: “Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio”. La parola, quindi, ci nutre, ci ricorda le cose più importanti, ci rende comunità.

San Paolo, infatti, nella prima lettura invita i romani a essere un solo corpo di Cristo. Ognuno con i propri doni è chiamato a essere al servizio degli altri, senza cadere nella pigrizia, ed essere ferventi nello spirito e nella preghiera. Ciascuno di noi ha delle capacità e delle qualità differenti. Se, dunque, siamo chiamati a essere un solo corpo, siamo anche responsabili gli uni degli altri, come chi governa dovrebbe esserlo per la propria nazione. Il capo è uno solo: Cristo.

Il testo sottolinea in particolare il concetto delle due povertà dilaganti (economica e spirituale) e solleva una questione etica fondamentale riguardo il ritmo lavorativo e le sue conseguenze fisiche, relazionali e spirituali. La comunità è richiamata a essere un solo corpo sotto Cristo, servendosi reciprocamente senza pigrizia.

Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.

Missione e valori

Il Cenacolo si impegna a vivere la carità, offrendo aiuto concreto e vicinanza spirituale a chi cerca conforto e speranza. L’obiettivo è dare testimonianza di fede attraverso l’amore verso il prossimo, rendendo la comunità un luogo di condivisione e solidarietà.

Invito alla partecipazione

Chiunque desideri partecipare oppure sostenere le attività dell’associazione, sarà accolto con fraternità, per continuare insieme il cammino nella luce del Vangelo e della carità.

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Causale: Erogazione liberale