La Volontà di Guarire: Oltre le Scuse del Peccato
Il commento al Vangelo proposto da Giorgio, nel video, offre una riflessione profonda sull’incontro tra Gesù e l’uomo malato da 38 anni presso la piscina, concentrandosi sulla capacità dell’essere umano di cambiare realmente la propria situazione.
I temi principali trattati possono essere riassunti nei seguenti punti:
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Il ruolo centrale della volontà: Infine, il commento sottolinea che, sebbene esistano “anime buone” pronte a sostenerci, l’ingrediente che non deve mai mancare è la nostra volontà, senza la quale nessun aiuto esterno può essere realmente efficace.
La responsabilità personale contro le scuse: Il commento evidenzia come, di fronte alla domanda di Gesù “Vuoi guarire?”, l’uomo non risponda con un sì netto, ma trovi scuse per giustificare la sua immobilità. Questo atteggiamento riflette la tendenza umana a non responsabilizzarsi davanti ai passi importanti della vita.
Fragilità e paura come catene: Viene esplorata la natura fragile dell’essere umano, le cui paure possono diventare limiti che lo rendono schiavo di se stesso, impedendogli di agire anche quando la guarigione è a portata di mano.
Fede in azione vs. passività: Il video mette a confronto l’atteggiamento passivo del malato con la “fede in azione” di figure come l’emorroissa, sottolineando che l’uomo non ha avuto meriti particolari per la sua guarigione, ma è stato raggiunto dalla grazia nonostante la sua inerzia.
Il concetto di peccato come rinuncia: Una delle riflessioni più forti riguarda il peccato, inteso non solo in senso tradizionale, ma come l’atto di rinunciare a farsi del bene e a lottare per la propria felicità.
Trascrizione del video.
Pace e bene. Ho mai provato a cambiare realmente la mia situazione? Questa è una delle domande che potrebbe nascere leggendo il Vangelo di oggi. L’uomo malato da 38 anni di cui parla il Vangelo potremmo essere noi tutte le volte che ci diamo per vinti davanti a un ostacolo.
Il Signore chiede: «Vuoi guarire?». Ma il malato risponde: «Non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita». Se notiamo, l’uomo non risponde con un sì o con un no netto, ma trova una scusa valida per non responsabilizzarsi. È capitato a tutti, almeno per una volta, trovare delle scusanti per non fare un passo che sappiamo essere importante per la nostra vita.
Tutto questo è normale perché l’essere umano è di natura fragile e ha delle paure che lo limitano, lo tengono schiavo di se stesso. Di sicuro quest’uomo non ha avuto alcun merito per essere stato guarito. Egli non ha avuto una fede in azione come quella dell’emorroissa, che è andata e ha toccato la veste di Gesù.
Quest’uomo avrebbe potuto chiedere aiuto per essere accompagnato da qualcuno all’interno della piscina, ma, per qualche motivo a noi sconosciuto, ha voluto rimanere così. Subito dopo, il Signore gli dice: «Non [peccare] più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Allora, è stato il peccato a ridurre quest’uomo a una malattia così lunga? La cultura di un tempo ha sempre addossato la malattia ai peccati.
Noi, però, non sappiamo cosa gli sia accaduto. Il peccato più grande che un uomo, un essere umano, può fare a se stesso è rinunciare a farsi del bene. Affrontare le proprie difficoltà costa molta fatica. Ma sappiamo anche che ci sono delle anime buone che ci possono aiutare a superarle. L’ingrediente, però, che non deve mancare mai è la nostra volontà, perché senza di essa nessuno ci può aiutare.
Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.
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Causale: Erogazione liberale
