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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 7 Maggio 2025

Commento al brano del Vangelo di: Gv 6,35-40

Data:

Nel cuore di Dio, la fine – l’ultimo giorno – è un alzarsi, dal senso letterale della resurrezione. La fine è dunque un inizio, come ogni mattina, alzandoci dal letto, iniziamo una nuova giornata.

Questa considerazione ci può servire per recuperare una quotidianità della morte che in un momento dato irromperà in ciascuno come qualcosa di familiare alla vita: si interromperà il pulsare del cuore mentre tanti altri continueranno a farlo, placherà il vento del respiro che continuerà a lievitare nel petto di un bimbo e di un passerotto, stenderà il buio su occhi che continueranno a far stillare luce su altri volti.

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La morte è quotidiana perché ogni giorno appartiene alla vita di qualcuno. 

Tuttavia oggi questa irruzione non dovrebbe aprirci alla disperazione, se abbiamo vissuto andando da Gesù, colui che è tavola che sfama, fonte che disseta, un ‘dentro’ da cui non si può essere cacciati. E sarà proprio la morte a introdurci in questo Dio concreto, ‘spaziale’, nuovo seno a cui attaccarsi affacciandosi alla luce dell’ultimo parto.

La morte è quotidiana alla vita e speciale per ogni singolo volto che l’attraversa.

Commento a cura di: Giuseppe Amalfa SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato