In queste parole รจ contenuta tutta la complessitร che contraddistingue la nostra esistenza terrena. La frase piรน limpida รจ forse quella che suona come un comandamento: โnon potete servire Dio e la ricchezzaโ. Semplice no? Gesรน, invece, quasi si diverte a confonderci le idee! Poco prima ha parlato infatti di una ricchezza disonesta che sembra tuttโaltro che secondaria. Senza questo strumento non รจ possibile per gli stessi discepoli farsi degli amici, ovvero entrare in relazione con coloro che li accoglieranno nelle dimore eterne.
Tutte le cose di questo mondo sono benedette da Dio, a patto che vengano collocate al giusto posto nella scala dei valori. La ricchezza disonesta potrebbe essere paragonata a quelle tessere di un puzzle che riproducono lo sfondo del soggetto principale. In sรฉ non sono molto significative, ma hanno un compito fondamentale: far emergere la figura piรน importante, metterla al centro dellโattenzione di chi guarda. I beni materiali, quando vengono donati con sapienza, possono mettere in luce lโonestร e la fedeltร di chi li gestisce. Tuttavia guai a fare di questa ricchezza lo scopo della vita: il puzzle della nostra esistenza mostrerebbe un disegno senza senso.
I farisei commettono proprio questo errore, forti delle loro misere ricchezze, si convincono di aver fatto della loro esistenza un capolavoro. Dio, che conosce quali sono le tessere fondamentali del puzzle, al momento opportuno solleverร il velo mostrando i quadri nascosti nei cuori di ciascuno. Solo una vita donata senza riserve sarร da Lui considerata come unโopera dโarte straordinaria.
Fabrizio Barbieri

Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato



