Spesso Gesù è stato oggetto di provocazioni maligne, che volevano coglierlo in castagna. Qui è lui che provoca i suoi interlocutori, ma con l’intento di smuoverli dalla loro rigidità legalistica per offrire una visione compiuta della Legge, cioè delle relazioni tra gli uomini. La prima domanda appare generale, teorica – il verbo è alla forma impersonale –, ma le situazioni della vita non sono mai teoriche, sono fatte di sentimenti e di azioni concrete. «Lo prese per mano», «lo guarì» e «lo congedò».
Ecco la buona e utile provocazione di Gesù: nella seconda domanda c’è la risposta che conta perché ti tocca nell’esperienza personale, concreta, fatta di figli e di buoi! Chi di voi non si dà da fare per salvare dal pericolo chi gli sta a cuore?! Guarda dentro di te e scopri una legge che va oltre ogni legge: la compassione che avvicina, rende umani, creativi, simili a Dio che sempre vede i suoi figli caduti nel pozzo e sempre vuole tirarli fuori… tutti, tutti, tutti, per dirla con papa Francesco.
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Gesù offre certamente guarigione all’idropico, ma anche ai dottori della legge e ai farisei. Se ne accorgeranno? Accoglieranno la sua provocazione che vuole tirarli fuori dal pozzo delle loro certezze teoriche? Il vangelo non ce lo dice…
Commento a cura di: Stefano Titta SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
