“Essere uno” con uno come te
non è sempre un’avventura semplice.
C’è un allenamento del desiderio
perché a volte ci viene da fare inversione
e scappare dal tuo volto sereno
che dice “beati”.
È immediatamente un po’ incomprensibile
inchinarsi
e lavare dei piedi sporchi,
piedi che potranno alzarsi contro,
rinnegare, tradire.
Potranno. E lo fanno.
- Pubblicità -
Che quanto ci frega ‘sta fregola sorda
di farci giustizia,
di vincere,
di essere grandi
(o di sembrare tali, almeno a qualcuno).
Tu ci precedi nel deserto
nell’arte difficile di dire dei semplici “no”
accogliendo e gustando fino in fondo
il “sì” pieno e la prossimità vera
di colui che manda.
È questo il pane buono
che non conservi come tesoro geloso.
Manna che non è medaglia per qualche merito
ma sostegno offerto
a quei poveri in cammino
che si arrendono al tuo abbraccio.
Perchè il bello e l’assurdo è che tu desideri
essere uno con noi.
Essere uno con me.
Commento a cura di: Matteo Suffritti SJ

Continua a leggere gli altri approfondimenti del giorno sul sito
Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
