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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 14 giugno 2026

Gesù guarda la folla e prova compassione. Non vede una massa anonima, ma persone stanche, ferite, disorientate. Persone che cercano un senso, un amore vero, una parola che illumini il cammino. E oggi, duemila anni dopo, la scena è la stessa.

Viviamo in un mondo che si dichiara spesso lontano da Dio, ma che continua disperatamente a cercarlo. Lo cerca nei corsi di crescita personale, nelle spiritualità alternative, nel successo, nel denaro, nelle relazioni, nei social network. Dietro tante inquietudini si nasconde una fame di infinito che solo Dio può saziare.

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E allora la domanda di Gesù diventa provocatoria: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.”

Dove sono oggi i chiamati? Dove sono coloro che hanno ricevuto nel Battesimo la missione di essere luce del mondo e sale della terra? Dove sono i cristiani che hanno il coraggio di parlare di Cristo senza vergogna, di testimoniare il Vangelo senza compromessi, di portare speranza dove regna la disperazione?

Forse il problema non è che Dio non chiama più. Forse il problema è che siamo troppo distratti per ascoltare. Troppo occupati a costruire la nostra sicurezza per rischiare tutto per il Regno. Troppo preoccupati di piacere al mondo per annunciare una verità che può essere scomoda.

Gesù affida ai suoi discepoli un potere straordinario: vincere il male, guarire, liberare, rialzare. È lo stesso potere che, in germe, abbiamo ricevuto nel Battesimo. Eppure quanti cristiani vivono come se non avessero ricevuto nulla? Quanti si dichiarano credenti ma si arrendono al male, al pessimismo, alla rassegnazione?

Sconfiggere il male con il bene non significa compiere miracoli spettacolari. Significa scegliere il perdono quando tutti chiedono vendetta. Significa dire la verità quando la menzogna è più conveniente. Significa amare quando sarebbe più facile chiudere il cuore.

Infine Gesù dice: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.”

Parole rivoluzionarie in una società dove tutto ha un prezzo. Oggi si misura il valore delle persone in base a ciò che producono, possiedono o guadagnano. Persino le relazioni rischiano di diventare uno scambio di interessi.

Il Vangelo invece parla la lingua della gratuità. L’amore di Dio non si compra e non si vende. Si accoglie e si dona. Il cristiano autentico è colui che ama senza calcolare il ritorno, che serve senza cercare applausi, che dona senza aspettare ricompense.

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La domanda che il Vangelo lascia nel cuore è semplice e scomoda: se oggi Gesù guardasse il nostro mondo e cercasse operai per la sua messe, potrebbe contare su di me?

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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