Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 24 Settembre 2021

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Dopo avere inviato i dodici, dopo avere compiuto molte guarigioni, dopo aver nutrito la folla condividendo pani e pesci, anche Gesรน ha bisogno di uno spazio suo, di silenzio, di preghiera. Dopo tanto relazionarsi al di fuori, ha bisogno di relazionarsi con sรฉ stesso e col Padre.

Fare il punto, trovare (anzi cercare, un passo oltre) la propria identitร .
E, come spesso accade, il tempo di silenzio porta piรน domande che risposte.

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Cercarsi negli altri, come guardandosi allo specchio, per scoprire se quello che noi vediamo รจ anche quello che vedono gli altri. Chi sono io per te? La risposta della folla รจ quella del giร  visto, giร  passato. La risposta di Pietro, invece, segna piรน unโ€™aspettativa: io ti seguo perchรฉ in te riconosco lโ€™unto, il prescelto di Dio (dal gr. khristรณs โ€œuntoโ€, a sua volta traduzione dellโ€™ebraico mฤshฤซaแธฅ, attributo dei sovrani eletti da Dio). Qualcuno di importante, che farร  cose importanti e che sarร  riconosciuto in quanto tale.

Ma la preghiera di Gesรน ha riportato un riflesso diverso: รจ qui che si svela il piano di Dio, qui che si rovescia la prospettiva della fede. Non un re, ma un figlio. Non qualcuno che verrร  glorificato, ma che verrร  umiliato, ultimo fra gli ultimi, per accoglierci tutti e ciascuno. Quanto ci vorrร , Pietro, per comprenderlo davvero?

Francesca Carraro


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato