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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 22 Novembre 2025

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Oggi Gesù si interfaccia con i membri di una classe sacerdotale e aristocratica che nega la resurrezione, la tradizione orale e gli scritti profetici. Insomma, un gruppo di persone che, oggi come ieri, vivono di privilegi e s’impegnano alacremente a mantenere lo status quo. Accade anche a noi di temere i mutamenti e di percepirli come nemici della nostra vita. Il nuovo che avanza desidera crescere e pretende spazio. Ci chiede elasticità mentale e si scontra frontalmente con le nostre manie di controllo, con le nostre paure di perdere ciò che abbiamo faticosamente conquistato.

A tali preoccupazioni il Signore risponde invitando i suoi uditori, e noi con loro, a volgere lo sguardo a ciò che rende veramente feconde le nostre vite. In primo luogo, la nostra generatività non è legata alla biologia ma all’adesione piena e gioiosa al Signore. Il nostro contatto intimo con lui, il nostro riscoprirci giorno per giorno figli amati di Dio rendono le nostre esistenze brulicanti di vita. Vivacità da gustare in questo tempo e da proseguire in quello ultraterreno. Ecco allora un itinerario che possiamo percorrere cercando oggi di dare una risposta personale alla domanda “cosa significa per me vivere per lui?”.

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Come possiamo esprimere meglio il nostro amore per Dio, per noi stessi, per gli altri e per il creato? Forse accogliendo quei piccoli inviti al cambiamento presenti dentro di noi, lasciandoci stimolare dalle nostre relazioni e contesti vitali. Aprendoci coraggiosamente alla possibilità di percorre sentieri inediti di pace, di fiducia e carità, perché il dinamismo dell’amore è ascendente! Lascia che la preghiera accenda i desideri e abbi il coraggio di percorrere i sentieri che sembrano più gravidi di speranza. Buon cammino!

Commento a cura di: Narciso Sunda SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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