Non può trattenersi, Gesù, perché non c’è misura, non c’è limite, non c’è recipiente che possa contenere questo Amore totalizzante e allora lo prega in ginocchio perché tutti, ma proprio tutti, possano sentirsi amati e fare festa insieme. È una gioia talmente bella che tutti devono provarla, va condivisa e la condivisione moltiplica la gioia.
Credetegli! L’Amore del Padre è reale, ed è per tutti, si propaga tra noi, e ci rende comunità. Nell’economia della salvezza di Dio, l’essere uniti nel legame indissolubile del suo amore è ciò che ci tiene in vita e ci permette di fare corpo contro le fatiche del quotidiano che possono toglierci la gioia.
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Di fronte alla società che ci allontana sempre più l’uno dall’altro per far prevalere l’uno sull’altro, per creare divisioni e disuguaglianze dolorose che privano del diritto alla dignità, Gesù ci accompagna nel cammino opposto ed è un destino comune, non individuale: abbiamo tutti ricevuto l’infinito dell’Amore, in esso siamo un unico corpo, nel legame tra noi possiamo aiutarci a vicenda a sperare. Insieme, possiamo.
Ilaria De Lillo

Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato



