A volte nella preghiera porto davanti a Dio tutto quello che ho dentro: desideri, sogni, fatiche, anche richieste molto concrete. Ed è giusto così. La preghiera non è un discorso perfetto, è un cuore aperto.
Però, se ci penso bene, quante volte chiedo cose che mi sembrano buone… ma non ne capisco davvero il peso. Vorrei risultati, riconoscimenti, strade più facili. Vorrei che certe situazioni si risolvessero subito. E invece Gesù ci mette davanti a una verità semplice e forte: “Voi non sapete quello che chiedete.”
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Non lo dice per rimproverarci, ma per aprirci gli occhi. Perché noi vediamo solo un pezzo della strada, mentre Lui vede tutto. Noi cerchiamo di evitare la fatica, la sofferenza, il sacrificio… ma proprio lì, tante volte, passa la vita vera. Proprio lì Dio ci forma, ci purifica, ci rende più veri.
Allora nella preghiera continuo a chiedere, sì… ma imparo anche a fidarmi. A dire: “Signore, io ti dico quello che desidero… ma tu dammi ciò che è davvero bene per me.”
E questo cambia il cuore. Perché non sei più uno che pretende, ma uno che si affida.
Oggi non avere paura di dire a Dio tutto quello che porti dentro. Ma allo stesso tempo, lascia spazio alla sua sapienza. Lui sa dove ti sta portando.
E anche se non capisci tutto… fidati: Dio non ti sta togliendo qualcosa, ti sta preparando a qualcosa di più grande.
