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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 19 Settembre 2025

Gesù cammina di villaggio in villaggio per annunciare il Regno di Dio, accompagnato non solo dai Dodici, ma anche da molte donne.

È una scena che potremmo leggere con semplicità, ma che contiene una novità sorprendente per il tempo: Gesù accoglie nel gruppo dei suoi discepoli anche delle donne, cosa impensabile per un rabbì dell’epoca. Non solo le accoglie, ma le valorizza, riconosce la loro dignità, le rende partecipi della missione, e addirittura si lascia aiutare da loro con i loro beni.

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Qui sta la novità portata da Gesù: un modo nuovo di guardare ogni persona, senza barriere, senza ruoli fissi imposti dalla società. Gesù apre spazi, include, coinvolge. La sua è una comunità che si costruisce sull’amore, non sul potere. Su una chiamata personale, non su una gerarchia sociale.

Eppure, dopo duemila anni, dobbiamo ammettere che in molti ambiti noi non siamo ancora riusciti a fare davvero spazio a questa novità. Ancora troppe persone si sentono escluse, giudicate, ai margini: non solo le donne, ma anche i poveri, i giovani, chi ha sbagliato, chi ha un passato difficile, chi semplicemente è “diverso” da noi. Facciamo fatica ad accogliere con lo sguardo di Gesù, a riconoscere il valore e il posto di ciascuno nella comunità dei discepoli.

Forse oggi lo Spirito ci chiede proprio questo: lasciarci sorprendere ancora una volta dalla novità del Vangelo. Guardare con occhi nuovi le persone accanto a noi, e smettere di chiederci “chi è più importante”, ma piuttosto “come posso amare di più?”. Perché dove c’è amore vero, lì c’è il Regno di Dio che si fa presente.
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