A volte, quando preghiamo, abbiamo l’impressione che Dio non ci ascolti. Lo cerchiamo, lo invochiamo, gli affidiamo le nostre paure e le nostre speranze… ma sembra che tutto resti immobile. Nessun segno, nessuna risposta. E allora ci chiediamo: “Ma mi sta ascoltando davvero? Oppure sto parlando nel vuoto?”
Eppure, in quel silenzio, Gesù ci lascia una parola forte, che consola e scuote:
«E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo?»
È come se ci dicesse: “Fidati. Anche quando non vedi nulla, Dio è all’opera.”Il sile
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nzio di Dio non è indifferenza. È un mistero che ci invita alla fede. A volte Dio aspetta, ma non perché si dimentica di noi. Aspetta perché ci ama. Perché sa che ci sono guarigioni interiori che richiedono tempo, maturazioni che non si possono forzare. La sua giustizia non è solo il ristabilire un equilibrio esterno, ma è anche – e forse soprattutto – una trasformazione del cuore.
La preghiera, anche quando sembra cadere nel vuoto, ci cambia. Ci rende più veri, più pazienti, più fiduciosi. E intanto, silenziosamente, Dio prepara la sua risposta. Non sempre come vogliamo noi, ma come sa Lui, e per un bene più grande che a volte noi non riusciamo ancora a vedere.
Quindi non smettere di pregare. Non stancarti di gridare a Lui giorno e notte. La tua voce non si perde. La tua fede non è vana. Perché Dio ascolta, e al momento giusto – il suo momento – verrà con giustizia, con luce, con pace.
